Il gip del Tribunale di Catanzaro Alfredo Ferraro ha accolto l'istanza presentata dagli avvocati Guido Contestabile, Francesco Sabatino e Giuseppe Spinelli concedendo gli arresti domiciliari ad Antonio Giuseppe Tomeo, l'imprenditore di Nicotera Marina arrestato lo scorso 19 dicembre nel corso della maxi operazione "Rinascita Scott" contro la 'ndrangheta vibonese. Il 55enne, amministratore di due società specializzate nella commercializzazione del pesce la "Tomeo Mare srl" e la "Tomeo Mare News srl" è accusato di associazione mafiosa e tentata estorsione in concorso ai danni di un commerciante reggino non identificato.

La tentata estorsione. Secondo l'ipotesi accusatoria, Tomeo si sarebbe rivolto al boss Luigi Mancuso e al suo luogotenente Pasquale Gallone per riscuotere un presunto credito vantato con alcuni clienti residenti nel Reggino. Per questo motivo, attraverso il boss di Reggio Calabria Orazio De Stefano, sarebbe stato interessato Lorenzo Polimeno, intervenuto sul debitore per la restituzione delle somme di denaro. Una vicenda datata 2016 per la quale i giudici hanno confermato la necessità delle esigenze cautelari affievolendo però la misura. Così l'imprenditore nicoterese ha potuto lasciare il carcere per passare agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Nicotera.