L'effetto Covid sta diventando preoccupazione, terrore ed a tratti anche panico. Lo sanno bene quelli che con il virus combattono sin da quando ha iniziato a diffondersi dentro e fuori gli ospedali, sulle ambulanze, a contatto con i pazienti più o meno gravi. I loro consigli non sono mai cambiati. Ed in questa seconda ondata, che appare per alcuni aspetti -soprattutto numerici -più preoccupante dell'altra, non esitano a chiarire come debba essere affrontata la malattia.

In trincea da una vita c'è il dottor Antonio Talesa, direttore del 118 tra le province di Catanzaro, Vibo e Crotone. "Essere positivi al Covid -spiega stanco al termine dell'ennesima lunga giornata di lavoro - non significa che necessariamente si è ammalati. Tra i soggetti positivi, peraltro, molti contraggono una forma normale e talvolta banale di influenza. Solo alcuni si aggravano in modo serio ed una parte di questi finisce in Rianimazione per complicanze bronco-polmonari che possono risultare anche mortali". Un excursus sull'evoluzione della pandemia che analizza anche il fattore età: "Il Coronavirus - spiega Talesa - colpisce soprattutto gli ultraottantenni che presentano due o tre fattori di rischio: ad esempio, l'ipertensione, la cardiopatia, il diabete".

Ergo, "la gestione dei pazienti positivi al Covid e con sintomatologia scarsa va fatta nel rispettivo domicilio, attraverso i medici di base, la Guardia medica e le Usca". Per essere chiari, "devono essere questi ultimi a monitorare e cogliere eventuali segni di insufficienza respiratoria, quando la saturazione scende al di sotto dei parametri noti". L'imperativo categorico del dottor Talesa è uno solo: "Non bisogna arrivare da soli in ospedale. Prima chi avverte i sintomi, deve avvertire il proprio medico curante che contatterà il 118 destinato a condurlo in tutta sicurezza nel presidio Covid più vicino". Dunque, "non bisogna recarsi in Pronto soccorso in caso di febbre".

Non manca neppure una disamina dell'evoluzione del virus su base territoriale, con particolare riferimento al vibonese che preoccupa molto più oggi che nella passata primavera: "In effetti - chiosa Talesa - v'è un aumento esponenziale dei casi a Vibo, ma non si tratta di situazioni gravi. Peraltro, i posti letto sono stati aumentati. E le persone ricoverate allo Jazzolino non versano attualmente in gravi condizioni".