Nel giorno dei funerali del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso con 11 coltellate da un giovane americano, si leva alta la voce del premier Giuseppe Conte, che ieri dalla camera ardente non aveva commentato la notizia. Nella notte il capo del Governo ha pubblicato un lungo post su Facebook in cui assicura che "l'Italia è uno Stato di diritto" e tocca la polemica politica che ha imperversato ieri, facendo espresso riferimento alla foto choc del californiano bendato e legato e alle reazioni che ne sono seguite.

"Quanto alla foto che ritrae uno dei due ragazzi americani bendato e ammanettato e che sin qui è circolata, invito a non confondere le cose. Non c’è nessun dubbio che la vittima di questa tragedia sia il nostro carabiniere, il nostro Mario. Invito tutti a considerare, tuttavia, che bene ha fatto l’Arma a individuare il responsabile di questo improprio trattamento e a disporre il suo immediato trasferimento. Chiariamolo bene: ferme restando le verifiche di competenza della magistratura, riservare quel trattamento a una persona privata della libertà non risponde ai nostri principi e valori giuridici, anzi configura gli estremi di un reato o, forse, di due reati. Parimenti censurabile è il comportamento di chi ha diffuso la foto via social in spregio delle più elementari regole sulla tutela della privacy".

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