Spinge la testa della moglie nel wc, condannato per maltrattamenti
Il pm aveva chiesto una pena di tre anni e sei mesi. L'imputato era accusato di ripetuti episodi di aggressione e umiliazione

Il Tribunale di Cuneo ha condannato a due anni e sei mesi un cittadino indiano di religione sikh, imputato per maltrattamenti nei confronti della moglie, che aveva denunciato ripetuti episodi di violenza domestica.
Secondo l'accusa, la donna era stata più volte aggredita dal marito. In un'occasione, stando alla denuncia, sarebbe stata trascinata per i capelli, percossa, spinta con la testa nel wc dell'abitazione e poi costretta a lasciare la casa durante la notte.
Nel corso della requisitoria il sostituto procuratore Francesca Lombardi, che aveva chiesto una condanna a tre anni e sei mesi, ha sostenuto che alla base dei comportamenti contestati vi fosse "una tradizione culturale a cui sia lui che lei si sono conformati", evidenziando come la vittima avesse descritto una progressiva normalizzazione delle violenze subite.
La parte civile ha inoltre riferito che l'uomo avrebbe inviato ai familiari in India alcuni video con l'intento di umiliare la moglie, mentre la difesa ha sostenuto che l'imputato fosse "un buon padre" e "un buon marito nei limiti in cui poteva esserlo". Il Tribunale ha condannato l'uomo a due anni e sei mesi di reclusione.
