Quando chiudete la portiera, datevi un’occhiata attorno. Perché loro, le zanzare giapponesi che stanno invadendo il nord Italia, come tutte le loro simili "entrano in auto e viaggiano con noi. Attratte da nero, caldo e anidride carbonica", spiega Fabrizio Montarsi, biologo del laboratorio di parassitologia all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IZSVe). "Diurna, molesta, punge l’uomo e depone uova resistenti al freddo invernale. È un potenziale vettore di encefalite giapponese, West Nile virus e di filarie", così un opuscolo dell’istituto descrive l’Aedes japonicus che sta conquistando le nostre città. Terza dopo la zanzara tigre alla quale assomiglia, anche se la supera per dimensioni, e la zanzara coreana. "Con l'inverno muore ma le uova resistono anche senz'acqua e al freddo - chiarisce il biologo -. Quella delle basse temperature è proprio una loro caratteristica. Le abbiamo trovate anche a novembre, anche in zone di montagna, fino a mille metri". E in paesi dal clima ancora più rigido. Oltre all'Austria anche Svizzera, Germania, Ungheria.