A chiederlo sono stati i pubblici ministeri della Procura della Repubblica dello Stretto nei confronti di soggetti finiti in manette negli scorsi mesi

Rito immediato per Fortunato Caracciolo, Sebastiano Musarella e Roberto Di Palma. E' questa la richiesta dei pm della Procura di Reggio Calabria per le tre persone finite in manette mesi addietro con l'accusa di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose in danno di un noto imprenditore reggino.

L'accusa è di aver messo in atto,  in concorso fra loro lo stesso disegno criminoso, tramite minacce, atti diretti in modo univoco a costringere  un imprenditore reggino, a corrispondere una somma di denaro a titolo estorsivo alle famiglie 'ndranghetiste dominanti nel rione Archi, col fine di procurare a sé o altri il conseguente ingiusto profitto.

Per quel che concerne Caracciolo e Musarelli, sarebbero andati per ben tre volte su un cantiere posto su Corso Garibaldi di Reggio Calabria. Contestata pure l'aggravante di avere commesso il fatto con modalità mafiose ed al fine di favorire la 'ndrangheta.  I fatti risalgono ai mesi di settembre e ottobre.