'Ndrangheta: faida di San Luca, la Corte di Cassazione conferma 5 ergastoli
La Suprema Corte ha anche assolto in via definitiva due imputati e disposto un annullamento con rinvio per un nuovo processo in Corte d'Assise d'Appello a Reggio
La prima sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Maria Cristina Siotto, ha confermato cinque ergastoli nell'ambito del processo inerente la faida che contrappone da oltre 20 anni i clan di San Luca. Diventa dunque definitivo l'ergastolo per Giovanni Strangio (in foto in alto), uno degli organizzatori della strage di Duisburg, avvenuta il 15 agosto 2007, per Francesco e Giovanni Nirta, e per Sebastiano e Francesco Vottari.

Assolti con la formula "per non aver commesso il fatto", due degli imputati, Antonio Pelle e Sonia Carabetta, ai quali erano state inflitte in appello pene più basse (12 e 9 anni), mentre sulla posizione di Francesco Pelle, che era stato condannato all'ergastolo, la Cassazione ha disposto un annullamento con rinvio limitatamente a due capi di imputazione. Nella requisitoria del 30 maggio scorso, il sostituto pg Luigi Birritteri aveva sollecitato il rigetto di tutti i ricorsi e, dunque, la conferma della sentenza emessa il 26 maggio 2014 dalla Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria.
Filo conduttore della faida, lo scontro tra i clan Nirta-Strangio e Pelle-Vottari. Il processo arrivato all'esame della Cassazione scaturisce dall'operazione denominata "Fehida", celebrato contro le cosche di San Luca, coinvolte in una sanguinosissima faida iniziata nel 1991 e culminata con la strage di Duisburg, del Ferragosto 2007, in cui persero la vita sei persone. (red 2)
