Forza Italia implode: le nomine di Mangialavori inguaiano Jole Santelli
Ben quattro consiglieri regionali con Nazzareno Salerno in testa hanno chiesto nuovamente la testa della coordinatrice. A difenderla Occhiuto, Tallini e Ferro.
di TONINO FORTUNA
Forza Italia si avvia verso un'implosione troppe volte annunciata negli ultimi mesi. Dopo qualche settimana di tregua, di nuovo sulla graticola la coordinatrice Jole Santelli. Quella di ieri è stata l'ennesima giornata campale. Dalle postazioni centrali a quelle "periferiche". Apponendo quattro firme su un pesantissimo documento Nazzareno Salerno, Ennio Morrone, Alessandro Nicolò e Giuseppe Graziano della Casa della libertà hanno chiesto la testa della coordinatrice regionale. "A un anno dalle elezioni nessuna attività del partito - hanno tuonato - è stata posta in essere di fronte alla pochezza del centrosinistra che sta portando la Calabria nel fondo del baratro, Forza Italia è assente". E poichè "Forza Italia ha le potenzialità per tornare ad essere il partito di maggioranza relativa, l'unica soluzione possibile è il commissariamento".
Questo il succo di un documento pesantissimo, al quale hanno replicato in serata i tre ultimi paladini della coordinatrice regionale. Il più eloquente è stato Roberto Occhiuto: "Utilizzare le nomine del coordinamento di Vibo Valentia - ha chiarito il parlamentare - per chiedere le dimissioni di Jole Santelli mi sembra davvero pretestuoso". Gli hanno fatto eco Francesco Cannizzaro e Giuseppe Mangialavori. "Assurda - ha asserito quest'ultimo - la posizione di Salerno con cui più volte inutilmente ho cercato il dialogo".
Ma il consigliere serrese è rimasto sveglio, pur essendo ormai tarda l'ora. Fulminea la controreplica di Nazzareno Salerno: "Le dichiarazioni di Roberto Occhiuto e Giuseppe Mangialavori in difesa di Jole Santelli sono poco attendibili in quanto gli stessi sono i diretti beneficiari delle scelte della stessa coordinatrice: il primo in quanto ha ottenuto la promessa di una ricandidatura, il secondo perchè è stato nominato coordinatore provinciale". A sostegno della coordinatrice regionale anche Wanda Ferro e Mimmo Tallini: "Bisogna mandare a casa Oliverio, non la Santelli".
La guerra tra bande, dunque, prosegue. Con un dato che dovrebbe far riflettere: tutto il gruppo regionale azzurro non riconosce più la leadership di Jole Santelli. A tenerla in piedi c'è, tra i calabresi influenti nei palazzi romani, il solo Roberto Occhiuto. Basterà per salvargli la pelle?
