E' stato revocato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a Teresa Ammendola, coinvolta nell'operazione "Polo Solitario". La donna è accusata di aver attestato falsamente e con modalità fraudolenta, la presenza in servizio in un orario in cui, invece, sarebbe stata assente.

A renderlo noto è il difensore della donna, l’avvocato Antonino Napoli, il quale aveva evidenziato che, proprio grazie alle dichiarazioni dell’indagata, sarebbero venuti meno i gravi indizi di colpevolezza e che la stessa attività tecnica avrebbe dimostrato l’effettiva attività lavorativa della sua assistita, mai notata o ripresa fuori dalla struttura del Poliambulatorio in orario di servizio.

In seguito all’interrogatorio di garanzia il gip Anna Laura Ascioti ha accolto la richiesta del legale e, nonostante il parere contrario del pm Giorgio Panucci, ha revocato la misura "attesa la modesta gravità della condotta ascritta all’indagata, e rilevato che le informazioni acquisite in sede di interrogatorio di garanzia hanno permesso di chiarire che gli addebiti sono, probabilmente, fondati su alcune discrepanze tra i dati registrati mediante l’utilizzo del badge e le risultanze dell’archivio cartaceo dei fogli di presenza".

L’indagine che aveva portato, nei giorni scorsi, all’emissione di alcune ordinanze cautelari è stata condotta dalla compagnia della Guardia di Finanza di Palmi, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, diretta da Ottavio Sferlazza, e, grazie all’ausilio di attività tecnica di intercettazione, riprese video, mirati servizi di osservazione, pedinamento e controllo e riscontri documentali, avrebbe consentito -secondo gli inquirenti- di individuare plurime e reiterate condotte fraudolente poste in essere da numerosi dipendenti dell’Asp di Reggio Calabria, in servizio presso il Polo Sanitario di Taurianova, i quali, pur facendo risultare la regolare presenza in servizio, erano soliti assentarsi dal posto di lavoro in maniera del tutto ingiustificata e sistematico.