La scomparsa di Gino Petrolo. Una vita nel segno della passione politica
di VINCENZO VARONE
Venerdì scorso è scomparso nella sua Paravati Gino Petrolo, che fu per anni uomo di punta del partito comunista italiano, negli anni in cui la politica era arte, equilibrio, impegno sociale, voglia di fare, dialettica, e anche scontro sano e costruttivo che quasi sempre finiva con un sorriso e con una paca sulle spalle. Altri tempi. Altra musica. Altri odori.
Il cursus honorum. Gino negli anni della politica vera e della dialettica mai doma è stato segretario di sezione, combattivo consigliere comunale , dirigente appassionato e convinto delle sue idee e ad un certo punto in quota Ds anche assessore provinciale all’agricoltura nei primi anni duemila della giunta guidata da Gaetano Bruni. Qualche anno prima aveva anche svolto con l’impegno, che lo ha sempre contraddistinto, il ruolo di sindacalista. Una vita la sua dedicata alla famiglia, all’impegno sul fronte del lavoro e alla politica, il grande amore che accompagnato tutto il suo percorso terreno.
Dignità e coraggio. Gino è morto a soli 69 anni, nel pieno della sua voglia di fare, dopo una grave malattia che lo aveva colpito oltre un anno fa e che lui ha saputo affrontare con dignità, coraggio e senza mai darsi per vinto. L’ultima volta che ci siamo sentiti per telefono, giusto qualche mese fa, nonostante il male terribile che aveva aggredito il suo corpo ma non il suo spirito, l’ex comunista per anni in trincea ci era apparso quello di sempre: positivo, ironico e soprattutto con la speranza costantemente nel cuore.
