Le avvocate Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo, in qualità di referenti dell’Osservatorio Civico “Città Attiva” di Vibo Valentia, hanno sollevato una questione urgente relativa all’interruzione del servizio di prenotazione per lo screening oncologico mammografico presso l’ASP di Vibo Valentia. La richiesta, formalizzata in una comunicazione ufficiale inviata agli enti competenti, mette in evidenza il grave disagio subito dagli utenti della provincia e denuncia la violazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Secondo quanto riportato dall’Osservatorio, già da diverse settimane il servizio risulta sospeso, come confermato durante verifiche dirette e successive comunicazioni ufficiali dell’Asp, che indicano il ripristino del servizio non prima del 16 febbraio 2025. Questa situazione, sottolineano le rappresentanti di “Città Attiva”, non è tollerabile, considerando che i programmi di screening oncologico, tra cui quello mammografico, sono strumenti fondamentali per la prevenzione dei tumori e il salvataggio di vite.

Un impegno per la sanità locale
L’Osservatorio Civico “Città Attiva” da anni si occupa delle condizioni critiche in cui versa la sanità vibonese, monitorando i servizi offerti alla cittadinanza e denunciandone le inefficienze. Nel documento trasmesso, le referenti richiamano le disposizioni contenute nel Piano di Sviluppo dei Servizi Sanitari dell’ASP di Vibo Valentia, approvato con delibera n. 1847/CS del 25 ottobre 2023, in cui si evidenziava già il mancato raggiungimento degli indicatori relativi ai programmi di screening oncologici e si stanziavano fondi specifici per il loro potenziamento.

Nonostante questi presupposti, e malgrado il Piano Annuale delle Attività 2025 preveda una popolazione target di 10.917 persone per lo screening mammografico, il servizio di prenotazione risulta ad oggi sospeso, impedendo di fatto l’accesso alla prevenzione a migliaia di cittadini.

La denuncia e l’appello alle istituzioni
Nel documento, le firmatarie non solo sottolineano la gravità della situazione, ma richiamano anche possibili responsabilità giuridiche, ipotizzando la configurazione del reato di interruzione di pubblico servizio (artt. 331 e/o 340 c.p.). Alla luce di ciò, chiedono a tutti gli enti e alle istituzioni competenti di attivarsi con urgenza per la riattivazione del servizio e per garantirne la continuità nel tempo.

Qualora non vi fossero riscontri entro sette giorni, l’Osservatorio Civico “Città Attiva” si dichiara pronto a rivolgersi alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, per richiedere accertamenti sulle responsabilità nella gestione del servizio e segnalare le eventuali violazioni di legge.

La voce della cittadinanza
Con questa iniziativa, l’Osservatorio intende ribadire il proprio impegno a tutela della salute pubblica e dei diritti dei cittadini, richiamando le istituzioni alla loro responsabilità nella gestione di servizi essenziali. La prevenzione oncologica, sottolineano, non è solo un diritto ma anche uno strumento indispensabile per migliorare le condizioni di vita della comunità e ridurre l’impatto delle patologie tumorali.