Il sindaco Giuseppe Rodolico ha invitato il vicesindaco Domenico Tropeano a ritornare sui suoi passi rientrando nella giunta comunale

Respinte dal sindaco di Tropea, Giuseppe Rodolico, le dimissioni dalla carica di vicesindaco e da componente della giunta comunale presentate mercoledì da Domenico Tropeano. Il primo cittadino ha chiesto al vicesindaco di mettere da parte "scontri" e "divisioni", quasi naturali nel confronto politico, e di ritornare sui suoi passi per il bene del paese. Le "pressioni" sul vicesindaco, volte a farlo desistere dal suo proposito di abbandonare l'esecutivo comunale, non hanno tuttavia sinora sortito alcun effetto.

Domenico Tropeano

Gli scenari. Qualora il vicesindaco Domenico Tropeano non dovesse ritornare su suoi passi e decidesse di non accettare l'invito del sindaco a rimanere al suo posto, il criterio di scelta sul nuovo assessore e vicesindaco da nominare sarebbe quello di dare spazio a chi nell'ambito delle elezioni amministrative - che hanno portato a sindaco Giuseppe Rodolico - ha raccolto più voti di preferenza. In questo caso, la scelta ricadrebbe inevitabilmente sull'avvocato Sandro D'Agostino che, nell'ambito della coalizione a sostegno di Giuseppe Rodolico, ha raccolto più consensi. Voci attendibili, tuttavia, indicano Sandro D'Agostino come non propenso ad accettare l'incarico in giunta ed in tal modo la scelta ricadrebbe su chi, a seguire nella lista, ha raccolto più voti.

Giuseppe Rodolico

Questa, dunque, la situazione politica attuale a Tropea, ente su cui su altro "versante" ha deciso di volerci "vedere chiaro" anche la Prefettura di Vibo Valentia che nell'ottobre scorso ha chiesto ed ottenuto dal Ministero dell'Interno l'invio di una commissione d'accesso agli atti per accertare eventuali infiltrazioni mafiose nella vita dell'ente e valutare eventuali forme di condizionamento della criminalità organizzata sul Comune. La commissione d'accesso è stata poi prorogata nell'incarico per ulteriori tre mesi il 23 gennaio scorso. Pertanto, dopo il 20 aprile la commissione tirerà le proprie conclusioni finali stilando un'apposita relazione che verrà inviata alla Prefettura di Vibo la quale dovrà chiedere al Ministero dell'Interno lo scioglimento degli organi elettivi dell'ente per infiltrazioni mafiose oppure il mantenimento degli stessi che potranno così arrivare alla scadenza naturale del mandato elettorale. Salvo nuove "crisi" politiche. (g.b.)