Se si esclude Cassano, i democratici non sfondano in nessun Comune al di sopra dei 15mila abitanti. Calo vistoso a Crotone, Cotronei, Cutro e Rossano

La vittoria straripante di Mario Occhiuto. La Caporetto di un centrosinistra ormai allo sbando sui territori, frenato dai patemi interni di un Pd in chiara crisi d’identità, umiliato a Cosenza, battuto a Cutro e a Cirò Marina, incapace di affermarsi al primo turno a Rossano (dove come partito va sotto il 10%) e a Crotone (dove i dem non superano il 13%), evanescente nel Reggino.

carlo guccione a melissaL'analisi. Ha una spiegazione precisa il trionfo di 15 liste civiche nel capoluogo bruzio. L’esito del voto si spiega con l’inconsistenza di una classe dirigente chiamata a furor di popolo un anno e mezzo addietro a governare addirittura la Regione. Basti pensare al fatto che, su quel territorio, l’attuale governatore aveva fatto il pieno dei consensi e Carlo Guccione era stato “incoronato” quasi per acclamazione. Nemmeno 20 mesi più tardi, quella che era stata una corazzata invincibile non è credibile neppure agli occhi di un elettore su cinque,  al termine di una campagna elettorale che ha visto la principale forza politica del Paese e della regione (almeno fino a poco tempo addietro) sostituire in corsa il candidato Lucio Presta per ripiegare sull’ex assessore al Lavoro, messo alla porta da Oliverio dopo il ciclone Rimborsopoli.

renzi poste italiane cosenza - 47La scuola politica. In questa circostanza è emerso, a Cosenza come altrove, che gli ex Ds, figli dell’eccellente scuola politica di "Botteghe oscure", abbiano smarrito ogni insegnamento, sbagliato tattica a ripetizione, non sapendo interpretare l’umore delle masse. Compiti che un tempo eseguivano da maestri. E alla luce della disfatta nella ex "Stalingrado" di Calabria, una domanda sorge spontanea: a cosa è servito defenestrare brutalmente Mario Occhiuto che dopo due mesi è tornato a trionfare facendo stramazzare al suolo gli uomini delle alchimie e mostrando tutte le carenze dei contabili del Nazareno arrivati in Calabria per il solito comizio di circostanza?

Ernesto Magorno, segretario regionale del Pd

Cosenza come Waterloo. Insomma, Cosenza è una Waterloo per il Partito democratico e per l’intero centrosinistra che non riesce a sfondare, come si preannunciava, neppure altrove. Sono sufficienti le liste civiche per mettere k.o. la nomenclatura democrat dal Pollino allo Stretto. Neanche la consolazione, come avvenuto in altre aree del Paese, di essere battuti dai Cinquestelle.

mario-occhiutoLa risposta degli elettori. Una reazione di pancia e di orgoglio quella degli elettori, soprattutto, ai diktat del Governo nazionale oltre che alla delusione per l’attuale "modus operandi" ai piani alti della Cittadella. A proposito dei leader nazionali, quanti consensi hanno portato a Guccione i vari Lotti e Verdini? A cosa è servito l’accordo con Mancini? A quale causa è stato utile accollarseli, demolendo di fatto il centrosinistra formato tradizionale? Dall’esito del voto, esclusivamente alla causa di Mario Occhiuto.

Il soccorso mancato. Non si può non spendere qualche parola per la strana coppia Gentile-Paolini. Con i referenti di Ncd pronti ad andare in soccorso del Pd al ballottaggio ottenendo in cambio qualche poltrona. Questa volta anche loro hanno sbagliato i calcoli. Segno che il vento è cambiato! E la batosta oggi non ha alcuna giustificazione. Cinque anni addietro, infatti, uno Scopelliti in grande spolvero poteva rappresentare un’attenuante. Ora non più!