Maxi operazione antimafia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro che, nella mattinata del 15 aprile, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 persone, cinque delle quali già detenute.

Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, è stato eseguito dai Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e dell’8° Nucleo Elicotteri. L’operazione ha interessato diverse province italiane, tra cui Vibo Valentia, Catanzaro, Cosenza, Torino, Sassari, Teramo, Terni e Viterbo.

Gli indagati sono ritenuti, allo stato delle indagini preliminari, gravemente indiziati – a vario titolo – di associazione mafiosa, omicidio, tentato omicidio, estorsione aggravata dal metodo mafioso e detenzione illegale di armi, anche da guerra.

L’attività investigativa, coordinata dalla DDA e condotta dai militari dell’Arma, ha consentito – secondo l’impostazione accusatoria – di ricostruire alcuni episodi di sangue maturati nell’ambito della faida tra le ‘ndrine clan Loielo ed clan Emanuele, attive nel territorio delle Preserre vibonesi.

In particolare, gli inquirenti hanno delineato responsabilità in relazione all’omicidio di Antonino Zupo, avvenuto nel settembre 2012, e al tentato omicidio di Domenico Tassone, episodio nel quale perse la vita Filippo Ceravolo, estraneo – secondo quanto ricostruito – ai contesti criminali.

Le indagini hanno inoltre fatto emergere, sul piano della gravità indiziaria, il tentativo del clan Loielo di riconquistare il controllo dell’area, storicamente contesa con il gruppo Emanuele, oltre a episodi di estorsione ai danni di imprenditori locali e di una ditta impegnata in lavori pubblici nel Vibonese.

Nel corso dell’operazione sono stati anche documentati diversi reati in materia di armi: sequestrate cinque pistole e sette fucili, tra cui un AK-47 Kalashnikov. Contestualmente agli arresti, i Carabinieri hanno eseguito perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di ulteriori soggetti ritenuti vicini alla struttura criminale. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e le accuse dovranno essere verificate nel contraddittorio con la difesa.