Vibo, sit-in permanente dei lavoratori del Don Mottola Medical Center
Il Comitato dei lavoratori e dei caregivers del Don Mottola Medical Center ha annunciato l’avvio di un sit-in permanente davanti alla Direzione Generale dell’ASP di Vibo Valentia e alla Prefettura, a causa della “perdurante e ostinata negligenza riscontrata a diversi livelli istituzionali, insensibili ai bisogni sanitari del territorio”. Secondo il Comitato, “è ormai consapevolezza diffusa che questo territorio sia stato gravemente penalizzato in termini di servizi sanitari durante i 16 anni di piano di rientro”. Gli operatori sanitari denunciano di essere stati “ingannati noi, il territorio vibonese e soprattutto i cittadini, costretti, nel dramma della malattia, a subire l’onta di un fallimento istituzionale”.
Le criticità principali
Tra i problemi evidenziati, il Comitato segnala che il comparto socio-sanitario vibonese è stato storicamente trascurato. “Basti pensare all’ultimo riparto previsto dal DCA 132/2022: soltanto 4,5 milioni a Vibo contro i 32 milioni destinati a Crotone. Questo significa una quota socio-sanitaria di 102 euro per soggetti over 65 anni contro una media di 470 euro nelle altre province”.
“Nonostante l’interessamento del Garante della Salute, che avrebbe potuto anche nominare un commissario ad acta, si è riscontrata un’inaccettabile inattività”, prosegue il comunicato. E ancora: “La Prefettura è stata più volte coinvolta, senza alcun esito, pur avendo un canale diretto con la Commissione Antimafia”.
Il Comitato evidenzia inoltre che, nonostante l’adesione a un avviso pubblico sulla continuità assistenziale da 605.000 euro, i fondi non sono stati utilizzati dall’ASP, “che ha scaricato i costi sulle famiglie”. La Regione Calabria aveva dichiarato di attendere la trasmissione del Piano aziendale di attuazione della programmazione territoriale da parte dell’ASP: “Dopo 15 mesi, l’ASP non ha ancora prodotto tale documento”.
Un quadro impietoso
Il Comitato sottolinea che “questa discontinuità assistenziale comporta conseguenze gravi: aumento del rischio di eventi cardiaci maggiori (+6%), mortalità a un anno post-infarto (+12%) e mortalità a un anno post-ictus (+26%)”.
Il nostro appello
“Si tratta di garantire il diritto di accesso alle cure, oggi negato nel nostro territorio, e di tutelare la libertà di impresa”, afferma il Comitato, aggiungendo che “la malattia è la più alta forma di democrazia: una società civile deve rispondervi con senso democratico, organizzando servizi sanitari equi e adeguati in tutto il territorio calabrese”. Per queste ragioni, a partire da domani, sarà dato avvio al sit-in permanente davanti alla Direzione Generale dell’Asp e alla Prefettura di Vibo Valentia.
