Vibonese, il dg Beccaria svela tutti i segreti ed i retroscena del mercato rossoblù
La società ha dovuto costruire e smantellare la squadra più volte. In caso di Serie D il danno sarebbe irreparabile e le conseguenze colpirebbero anche altri club professionistici
di MIMMO FAMULARO
La Vibonese resta nel limbo, appesa ad un filo sottilissimo e sospesa nel vuoto. Non è un club di Serie D e non è neanche una società di Serie C. Non può tesserare giocatori dilettanti e neanche calciatori professionisti. A Vibo il calcio è in stand-by.
Nelle mani dell'ex ministro. Tutto fermo fino al prossimo 15 settembre. Sarà un venerdì e alle 14.30 ci sarà un'udienza fondamentale al Collegio di garanzia del Coni. Da una parte di dirigenti rossoblù con i loro legali, dall'altra la Figc e la Lega Pro. Il destino della Vibonese è nelle mani di un ex ministro Franco Frattini. Sarà lui a decidere l'impugnativa presentata da Carlo Tavecchio e Gabriele Gravina contro la sentenza di reintegra in Serie C dei rossoblù. E mentre la Federcalcio è preoccupata delle conseguenze che potrebbe avere un'eventuale vittoria della Vibonese, Caffo e Beccaria fanno già la conta dei danni perché qualcuno tra Roma e Firenze non si è accorto in tempo utile che il Messina ha giocato senza fideiussione. Il diniego di accesso agli atti della Lega Pro ha fatto il resto, allungando inesorabilmente i tempi fino alla clamorosa sentenza emessa dalla Corte federale d'appello che entrando nel merito della questione ha dato ragione alla Vibonese. Tavecchio e Gravina potevano chiudere la storia già lo scorso 24 agosto, ma hanno preferito attendere le motivazioni e quindi impugnare la sentenza appellandosi a vizi di forma. Ora la sospensiva del Coni tiene ancora tutti con il fiato sospeso e, intanto, in Serie C il campionato si avvia verso la terza giornata ed in Serie D siamo invece alle porte della seconda. La Vibonese non può prendere parte né al primo e né al secondo torneo. Costretta a restare alla finestra.
Squadra smontata più volte. In questa lunga estate rossoblù, Caffo e Beccaria hanno dovuto costruire e smontare la squadra più volte. Il primo ricorso risale infatti ad inizio estate quando la Vibonese si è rivolta al Coni per l'accesso agli atti. L'inammissibilità, confermata poi dal Tribunale nazionale federale, ha stravolto i primi piani. “Eravamo partiti – spiega il direttore generale Beccaria – con l'intento di costruire una squadra per la Serie C convinti di poter far valere le nostre ragioni già nel mese di luglio. In altre circostanze la giustizia sportiva è stata piuttosto veloce ma nel nostro caso i primi giudizi di inammissibilità hanno rallentato tutto e non abbiamo potuto riconfermare giocatori del calibro di Viola e Sowe. Così abbiamo iniziato a costruire una squadra per la Serie D e abbiamo preso una serie di giocatori in grado di fare la differenza in questa categoria”. Come si ricorderà la Vibonese è partita con un manipolo di giovani a disposizione di Campilongo e ai primi di agosto ha iniziato a rinforzare l'organico. “Dal 4 al 24 agosto ci siamo concentrati – aggiunge Beccaria – sulla Serie D mettendo in rosa gente di spessore ma tenendo vuote quattro caselle per gli under da inserire nello scacchiere disegnato dal mister. Abbiamo scandagliato tutto il mercato, lavorato giorno e notte, intessuto rapporti, avviato trattative e fatto accordi con club importanti. Avviamo in mano un portiere '99 della Ternana ed un terzino sinistro fuoriquota della Viterbese. Eravamo pronti all'annuncio quando è arrivata la sentenza della Cfa che ci riammetteva in Serie C”. Festa al “Luigi Razza” ed entusiasmo alle stelle. Lavoro straordinario per la società con Beccaria volato a Milano, insieme al direttore tecnico Lo Schiavo, per ricostruire la Vibonese.
Nel limbo. Senza l'esecuzione della sentenza, il club rossoblù è finito nel limbo perché la Lega Pro non ha ottemperato a quanto ordinato dai giudici e non ha neanche aperto il portale per permettere alla Vibonese il tesseramento dei calciatori. Fuori dalla Serie D, ma non ancora ufficialmente in Serie C il club rossoblù ha dovuto rivedere ancora piani e strategia. “Abbiamo rinunciato agli under e riempito – ricorda Beccaria – le quattro caselle mancanti con gli over presi tra i professionisti. Così abbiamo strappato Gatto alla Paganese, convinto Balestrero e Tito ad accettare le nostre proposte, abbiamo preso Feola per la porta e rifatto la squadra. Nessuno ha potuto firmare perché non possiamo depositare contratti. Abbiamo accordi sulla parola con i calciatori e con le società d'appartenenza. Faccio due esempi. Il primo, avevamo in mano il difensore dell'Alessandria Sosa ma non potevamo garantirgli il tesseramento e alla fine è andato a Modena. Il secondo, abbiamo preso in prestito dalla Roma Perfection che è un classe '98 con quattro anni di contratto. Per giocare con noi in Serie D dovrebbe rescinderlo e ovviamente non è possibile. Nel limbo, quindi, non ci troviamo solo noi, ma anche i giocatori e i club che ci hanno dato credito, fiducia e, adesso ovviamente, fanno il tifo per noi. Un eventuale nostro ritorno tra i dilettanti non danneggerebbe solo noi ma anche loro: i calciatori tornerebbero ai club di appartenenza fuori lista e le società dovrebbero comunque pagargli lo stipendio fino alla prossima sessione di mercato. Nel frattempo noi abbiamo ceduto o promesso ad altre società alcuni dei nostri migliori under. Barbieri è all'Acireale, Brugnoni si allena con il Messina, Frezza e Buda sono corteggiatissimi, così come De Carolis”.
Scenari. La Vibonese rischia quindi di ritrovarsi in Serie D dopo aver toccato con mano la Serie C. “Dovesse verificarsi questa situazione – prosegue Beccaria – sarebbe quasi impossibile trovare gli under anche se i rapporti con alcune società professionistiche sono idilliaci. Il loro mercato è però chiuso in entrata ed è logicamente bloccato in uscita. Esempio: non possono darti un portiere se poi non c'è possibilità di sostituirlo anche numericamente in organico”. Idee chiare in caso di permanenza in Serie C. Il Catania ha offerto Caetano Calil e Da Silva, ma la Vibonese studia altre mosse e punta Tounkara della Lazio. “Era uno dei nostri obiettivi – conferma Beccaria – ma la nostra situazione ha bloccato tutto non potendo effettuare trasferimenti. Siccome siamo sicuri di giocare in Serie C proveremo nuovamente a prenderlo. Se non ora, a gennaio. Nel frattempo voglio ringraziare tutti i giocatori che ci hanno dato fiducia. Sono grandi uomini prima che grandi calciatori. Con pazienza e professionalità si sono messi a nostra disposizione e si stanno allenando alla grande con mister Campilongo. Come noi attendono fiduciosi l'epilogo di questa vicenda e sanno benissimo che giocare in Serie C non è un favore che qualcuno deve farci ma è un diritto che ci spetta”.
