Minore indotta alla prostituzione quaranta volte al giorno, in manette un romeno
La storia sconcertante di una giovane portata in italia con la promessa di un lavoro e poi costretta a prostituirsi. Il suo aguzzino deve rispondere di violenza sessuale e riduzione in schiavitù.
dalla REDAZIONE
Le era stato promesso un futuro migliore in Italia. Ma giunta nel bel paese ad attenderla ci sarebbero state le strade e una vita da prostituta nel profondo Sud. L'incredibile storia è stata ricostruita questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal comandante della Polizia stradale Pasquale Ciocca. Lo scorso 4 novembre, infatti, gli agenti della Polstrada vibonese, in collaborazione con la Squadra mobile di Reggio Calabria e il commissariato di Bovalino, fermavano nei pressi dello svincolo autostradale di Mileto (direzione Sud), un'automobile. A bordo sei ragazzi romeni.
Dai controlli incrociati era prontamente emerso che due di loro avevano esibito alle forze dell'ordine documenti falsificati. Nello specifico un giovane ed una ragazza avevano fornito generalità false. Tramite foto segnaletiche gli uomini della Polstrada arrivavano in tempi rapidi alle reali identità di entrambi. Risultava già noto agli investigatori del suo paese il ragazzo, Ciurar Zorila (classe 1991) di 19 anni con vari precedenti penali alle spalle. Quanto alla ragazza, una sedicenne, su di lei pendeva una denuncia per scomparsa dal proprio paese natale. Zorila veniva allora denunciato e destinato agli arresti domiciliari nella sua residenza di Reggio Calabria, dalla quale è successivamente evaso rendendosi irreperibile. Nel contempo, dalle dichiarazioni della giovane emergevano dettagli sconcertanti ed inquietanti della sua travagliata storia personale: indotta ad abbandonare la famiglia con una promessa di lavoro, giunta in Italia, veniva costretta a prostituirsi in strada lungo la costa Jonica nei pressi di varie stazioni ferroviarie, anche per quaranta volte al giorno come confermato da perizie mediche. L'accusa per il suo "aguzzino" è a quel punto cambiata: dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata e induzione allo stato di schiavitù. La breve latitanza del giovane si è conclusa questa mattina quando è stato rintracciato e catturato questa mattina nell'abitazione del padre ad Ardore, in provincia di Reggio e trasferito nella casa circondariale di Locri. La vittima, raggiunta dalla propria famiglia, viene assistita invece da psicologi in una struttura protetta.

