Terremoto, a Vibo un piano di emergenza c'è ma in pochi lo conoscono
La scossa di terremoto registratasi al largo delle coste vibonesi. in piena notte, a cavallo tra venerdì e sabato scorso, ha creato non poco allarmismo tra la popolazione. D'altronde, un sisma di magnitudo 4.5, qualora non avesse avuto origine a quasi 60 km di profondità sul livello del mare, probabilmente avrebbe causato seri danni al territorio e - non si esclude – anche ad alcuni edifici. Così, è puntualmente è tornata alla memoria. la necessità di prevenire e mobilitarsi in modo efficace in caso di calamità naturali, terremoti in primis.
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E la domanda è sorta immediatamente spontanea: esiste un piano di protezione civile al Comune? E, soprattutto, la gente ne è a conoscenza? Sa cosa prevede in caso di terremoto, tsunami o altro genere di calamità? La prima risposta è affermativa: c'è agli atti dell'Ente un Piano di emergenza, approvato nel novembre dello scorso anno, dopo vari aggiornamenti. La seconda, invece, è negativa: il piano si compone di innumerevoli tavole, decisamente difficili da capire per la popolazione. Per molti non sarebbe semplice individuare neppure le aree di ammassamento, tre per l'esattezza: una in viale della Pace e due in Località Aeroporto, per la precisione nei parcheggi del Corap. Ebbene, due terremoti nel giro di meno due anni dovrebbero bastare per mettersi in moto in una terra ad alto rischio sismico per la sua conformazione geomorfologica.
Al di là di quella recentissima, l'altra scossa significativa – è opportuno ricordarlo - terrorizzò la popolazione nella mattinata del 23 settembre 2016. In quel caso la magnitudo di 3.2 si avvertì in modo chiaro perchè l'epicentro della scossa fu sulla terraferma, tra San Gregorio d'Ippona e Francica. Eppure, se si facesse un'indagine tra la gente sul Piano di Protezione civile, si scoprirebbe che pochissimi saprebbero decifrarne le tavole tecniche. Il panico e la confusione registratisi di recenti non fanno che confermare l'assoluta impreparazione.
E allora come muoversi? Intanto bisognerebbe promuovere delle campagne di collaborazione con le scuole ed altri partners istituzionali. Ad esempio, i Vigili del fuoco, la protezione civile, quindi effettuare dei sopralluoghi negli edifici (scolastici) di proprietà dell'Ente a rischio allo scopo di escludere eventuali “contraccolpi negativi” sui medesimi. Questa la proposta del consigliere comunale di Vibo Unica Giuseppe Policaro che ieri ha presentato un ordine del giorno urgente da discutere nell'imminenza in Consiglio comunale. La pausa didattica estiva non farebbe che agevolare un percorso di sensibilizzazione.
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Sulla questione, nel momento in cui il Piano, nella sua versione definitiva era stato approvato, il capogruppo del Pd Giovanni Russo aveva proposto un emendamento – accolto all'unanimità - affinchè il prezioso strumento fosse reso pubblico nelle scuole della città, in modo che, in caso di eventi calamitosi , i ragazzi sapessero come agire.
Per Policaro, addirittura, si potrebbe intervenire “nella programmazione del prossimo anno scolastico, ancora in via di definzione” proprio in questa direzione. Ma l'interrogativo è il seguente: questo ordine del giorno, considerato l'atteggiamento della maggioranza nelle altre circostanze, sarà considerato davvero urgente? Per i concorsi annullati o sulla via dell'annullamento, non è stato, infatti, così. Con una differenza: in quel caso c'erano in gioco alcuni posti di lavoro, in questa circostanza, in ballo c'è la vita delle persone. Il verdetto arriverà quando, alla fine di luglio, tornerà a riunirsi un'assemblea cittadina sempre pù vittima di veti incrociati.
