Cocaina consegnata a domicilio come fosse pizza: 7 arresti nel Cosentino (NOMI)
Ecco chi sono le persone coinvolte nell'ambito dell'operazione antidroga condotta all'alba di oggi dai carabinieri della Compagnia di Castrovillari
Tre arresti, quattro donne ai domiciliari e cinque obblighi di firma. Sono i numeri dell'operazione condotta all'alba di oggi dai carabinieri della Compagnia di Castrovillari che hanno quindi eseguito dodici misure cautelari, una in particolare nel Comune di Bra. I provvedimenti, emessi dal Tribunale di Castrovillari su richiesta del pm Valentina Draetta e del procuratore Eugenio Facciolla, scaturiscono da un'articolata attività investigativa che ha permesso di documentare una fiorente attività di spaccio a Castrovillari. Al centro dell'inchiesta sono finiti diversi soggetti non un uniti – secondo quanto precisato in conferenza stampa dagli inquirenti – da una stabile organizzazione, ma in alcune occasioni accomunati da “solidale collaborazione”.
Le persone coinvolte nelle indagini sono:
1) Gianni Bevilacqua, 37 anni (in carcere)
2) Fabio Bevilacqua, 25 anni (in carcere)
3) Rocco Madio, 37 anni (in carcere)
4) Katiuscia Arena, 31 anni (ai domiciliari)
5) Monica Madio, 45 anni (ai domiciliari)
6) Luisa Bevilacqua, 32 anni (ai domiciliari)
7) Caterina Pugliese, 41 anni (ai domiciliari)
Per altre cinque persone è stato disposto il provvedimento di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
La conferenza stampa. "Oltre trenta - ha detto Facciolla - sono gli episodi di spaccio e acquisto di droga ricostruiti dai carabinieri. Il gruppo spacciava principalmente a Castrovillari - ha poi aggiunto il tenente Massimo Cipolla, comandante della Compagnia dei carabinieri - e si tratta non di un'organizzazione consolidata, ma una solidale collaborazione dettata anche da legami familiari, ecco perché definita una piccola dinasty. Molti di loro erano disoccupati e si sostentavano con il traffico di droga, gli uomini già con precedenti specifici".
Le indagini, condotte dalla Compagnia dei carabinieri di Castrovillari, si sono sviluppate tra la fine dello scorso anno e i primi mesi del 2016 e hanno permesso d’individuare un gruppo di persone che secondo le indagini avevano sostanzialmente monopolizzato l’attività di spaccio nella cittadina. Sono stati documentati numerosi episodi di spaccio, quasi totalmente di cocaina, ma anche di hascisc e marijuana. Gli indagati sono in parte riconducibili alla famiglia degli zingari di Cosenza. La droga veniva consegnata a domicilio. Era sufficiente una telefonata per ordinare usando termini criptici come "telefonino" o "pomodoro". I militari hanno anche scoperto di essere chiamati "bagnaletti" dagli spacciatori. La droga era acquistata prevalentemente sulla piazza cosentina da referenti delle cosche locali. Lo stupefacente veniva poi smerciato soprattutto nell'area urbana di Castrovillari. Acquistarla era semplicissimo: bastava una telefonata per effettuare l'ordine. Se la qualità non era buona il cliente si lamentava dicendo che “il telefonino non funzionava”. A vario titolo gli indagati sono accusati di spaccio continuato di cocaina, hascisc e marijuana.
