Prendendo spunto dalle operazioni “Riscatto” e “Riscatto 2”, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Locri, su delega della DDA di Reggio Calabria, hanno condotto ulteriori indagini che hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza in relazione a una serie di atti estorsivi messi in atto dagli indagati, legati – secondo l’accusa – ad alcune famiglie ‘ndranghetistiche locali, ai danni degli imprenditori della zona ionica della provincia di Reggio Calabria.
Da questi spunti è partito il blitz che, questa mattina, ha portato all’arresto di cinque persone (quattro in carcere e una ai domiciliari) su ordine del gip. In tutto sono dieci le persone indagate.

I nomi
In carcere sono finiti:

Rullo Ferdinando (cl. ’62);
Aiello Michele (cl. 78);
Tipaldo Ilario (cl. ’73)
Trichilo Domenico (cl. ’82)

Ai domiciliari:

Sorgiovanni Renato (cl. ’63)

L'inchiesta
Le investigazioni hanno avuto origine dalle dichiarazioni rese da un dirigente di un Ufficio tecnico di un Comune della Locride, il quale ha riferito, seppur de-relato, dell’impossibilità, esternatagli dal titolare di “fatto” di una impresa edile della zona, di aderire ad un invito a partecipare ad una procedura di appalto, riguardante il rifacimento di alcune strade del Comune di Siderno alla realizzazione di due griglie di raccolta acque in via Circonvallazione Nord. Il motivo dell’impossibilità, sarebbe stato da rinvenirsi nelle minacce che il professionista avrebbe patito ad opera di soggetti non meglio precisati, interessati a svolgere il “lavoro” a Siderno.