Le tre sigle confederali hanno portato in piazza circa mille lavoratori provenienti da tutta la regione: precari e dipendenti pubblici senza retribuzione

E' la Calabria dei precari e dei pubblici dipendenti a cui da mesi non vengono corrisposti gli stipendi che questa mattina ha manifestato a Catanzaro, paralizzando la città. Le tre sigle confederali - Cgil, Cisl e Uil - sono riuscite a portare in piazza circa mille lavoratori provenienti da ogni angolo della Calabria. Non si sono raggiunte le cifre annunciate, al capoluogo di regione sono infatti confluiti in totale venticinque autobus per lo sciopero generale annunciato ormai da un mese e che rappresenta solo il primo passo di una mobilitazione di più ampio respiro. La protesta è riuscita infatti a catalizzare la rabbia e l'esasperazione dei lavoratori che da anni attendono soluzioni. Hanno risposto presente allo manifestazione indetta dalla Funzione pubblica i precari della giustizia, i lavoratori Lsu/lpu, i dipendenti delle province di Crotone e Vibo Valentia ed erano presenti anche diversi operatori sanitari delle strutture private accreditate in rivolta contro i decreti commissariali che assegnano i nuovo budget.

La manifestazione calabrese che ha preso le mosse dalla protesta indetta su scala nazionale per il mancato rinnovo dei contratti nel pubblico impiego e organizzata in concomitanza in Toscana, ha rappresentato però la cartina da tornasole del disagio che da tempo si vive in Calabria, dove il lavoro anche quello pubblico si è precarizzato e dove molti uffici statali vanno verso la dismissione mettendo a rischio i relativi posti di lavoro.

La parola d'ordine della giornata è stata dignità. I cori dei manifestanti - che da piazza Montegrappa hanno raggiunto piazza Prefettura, sfilando in corteo per la città e provocando non pochi disagi alla circolazione viaria - hanno usato come refrain il recupero di una dignità calpestata. E' in piazza Prefettura che si sono poi concentrati i lavoratori in protesta dove è stato allestito un palco da cui si sono susseguiti gli interventi di sindacalisti e testimonianze dirette dei lavoratori. (l.c.)

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