Vibo, vertice dei sindaci con tanto malumore: “Cosa si è fatto in tutti questi mesi?”
“Siamo preoccupati: sia per la diffusione epidemiologica e la preparazione più o meno adeguata del sistema sanitario di Vibo Valentia, sia per il fatto che siamo in zona ‘rossa' per via di alcuni parametri, e vorremmo capire cosa si può fare per transitare in zona almeno ‘arancione’”. Ha aperto così la conferenza di tutti i sindaci della provincia di Vibo il sindaco del capoluogo, Maria Limardo. L’incontro, a cui hanno partecipato anche rappresentanti dell’Asp (Azienda sanitaria provinciale, ndr), è stato convocato “perchè vogliamo conoscere con esattezza qual è la situazione sanitaria, per capire se ci sono cose ancora da fare e per poter spendere una parola tranquillizzante sui nostri territori”.
Emergenza tamponi. Il commissario straordinario dell’Asp di Vibo, Giuseppe Giuliano, ha illustrato il piano dell’azienda sanitaria che prevede un aumento di posti letto sia nei ricoveri ordinari che in Terapia intensiva (come già riportato da Zoom24 in un’intervista esclusiva allo stesso Giuliano, CLICCA QUI per leggere). Rispondendo a una domanda sull’emergenza tamponi, con mille test ancora da processare, il commissario ha affermato che a fine mese arriverà una macchina che permetterà di processarne 48 tamponi. La risposta ha fatto però scaldare il sindaco di Limbadi, Pantaleone Mercuri: “Se noi sapevamo che c’era questa seconda ondata, perché l’apparecchio non è stato richiesto mesi fa? “La Regione - ha però risposto Giuliano - aveva stabilito che gli unici che potessero fare tamponi erano i tre hub regionali. Dire che noi potevamo organizzarci meglio, comprare 54 macchine, non seguire le ordinanze regionali… vorrei vedere chi lo avrebbe fatto”.
Lo scontento dei sindaci. I primi cittadini si sono lamentati in più occasioni. “Lo stato dell’arte è pietoso sul territorio. È esattamente come il mese di marzo, non è cambiato nulla. I cittadini chiedono fatti non impegni futuri. L’emergenza è oggi, oggi si muore” ha affermato il sindaco di Parghelia Antonio Landro. “Ci vogliono due minuti per attivare i posti in terapia intensiva” ha però risposto il dottore Matteo Galletta, ricordando che “l’Asp ha fatto mille sforzi per gestire l’emergenza”. In altre parole: se non c’erano ricoverati, non c’era bisogno di mantenere attivi - vuoti - i posti in Rianimazione. “Io l’ho vissuto sulla mia pelle - ha poi affermato il sindaco di Stefanaconi Salvatore Solano (in foto, ndr) - un mio compaesano è morto. Il dato più importante che viene fuori è che non siamo in grado di fare nulla. Zona rossa o gialla non importa, sono i dati che stanno dicendo che se non ci fermiamo rischiamo di morire".
Vaccini mai arrivati in alcuni comuni. Attenzione alta anche sui vaccini anti influenzali. A sollevare la questione, tra gli atri, il sindaco di Dinami Gregorio Ciccone: “Mi è stato detto che il corriere ha avuto un imprevisto e non si potevano consegnare i vaccini. Ma di fronte a un’emergenza si può dare una risposta simile?”. A lui ha risposto sempre il dottor Galletta (in foto, ndr), precisando che l'Asp ha ordinato 45mila dosi, secondo il fabbisogno del territorio, ma che al momento ne sono arrivate solo 20mila. “Appena li abbiamo avuti li abbiamo distribuiti - ha evidenziato - dipende dalle case farmaceutiche non da noi".
Tracciamento dei positivi. Il sindaco di Parghelia Antonio Landro ha informato che “un signore, in attesa del tampone, ha accompagnato i nipotini a scuola”. Il problema di fondo, come hanno sottolineato anche i sindaci di Serra San Bruno Alfredo Barillari (precisando che “non entrerò in analisi che vanno a politicizzare il virus”) e di Drapia Alessandro Porcelli (“mi preoccupa l’informazione che manca ai sindaci: le informazioni arrivano dai social, dalle testate giornalistiche, che sanno prima dei sindaci se c’è un positivo sul territorio”) è che i sindaci possono emettere ordinanze di quarantena in attesa dell'esito del tampone, ma se non vengono informati? “Chiediamo con forza - ha chiosato il sindaco di Vibo Maria Limardo - che vengano rafforzati i sistemi di prevenzione del territorio. Io come sindaco devo sapere se un soggetto è positivo per poter emettere l’ordinanza di quarantena, o per potergli mandare i vigili se va a fare la spesa”. A riguardo Galletta ha risposto che "ci sono indicazioni ministeriali per cui in quarantena si può andare solo se tampone positivo". Anche se un problema rimane: spesso, purtroppo, neanche i sindaci vengono informati dei positivi. Com'è possibile?
