Vibo, commercio in crisi e saracinesche abbassate. L'opinione della gente (VIDEO)
A pesare, raccontano molti, gli affitti, lo spopolamento del territorio e la presenza di grandi agglomerati commerciali che “spostano” persone dal centro verso le periferie
di ILARIA LENZA
Decine di vetrine restano al buio, in una città lasciata a luci spente, all'ombra di una crisi ancora avvertita e che dopo otto, nove anni continua a far soffrire. Si soffre, in particolare, su corso Vittorio Emanuele III, in pieno centro cittadino, ma si soffre anche altrove a Vibo Valentia. I quartieri commerciali della città hanno subito più o meno tutti le conseguenze della crisi. Tant'è che il dato di cui si dispone racconta di una realtà economica, nel 2016, a livello comunale e nel commercio ancora provata. Il saldo tra le nuove imprese iscritte e le cessazioni nel settore per l’anno appena trascorso risulta in negativo.
Il dato. Nel 2016, infatti, in città a fronte di 56 nuove iscrizioni si sono registrate 68 cessazioni: in buona sostanza sono di più le imprese che si cancellano rispetto a quelle che nascono, in controtendenza con l’andamento generale del settore (LEGGI QUI). Uno scenario - quello della crisi - che ha profondamente cambiato, nel tempo, la genetica economica della città, in passato sostenuta e trainata proprio dal commercio. E non si può fare a meno di interrogarsi per capire cosa, oltre la crisi, abbia impedito e impedisca tutt'oggi alla città di agganciarsi al trend della ripresa generale che c'è ed esiste, anche localmente.
Vibo, commercio in crisi: si "spopola" corso Vittorio Emanuele
I punti di vista sono i più disparati. Tra commercianti e gente comune, però, si raccolgono riflessioni che si assomigliano ed in tutte si ravvisa un velo di malinconia per quel che la città è stata e che non è più. Si ha la sensazione che Vibo abbia perso nel tempo, per effetto della crisi ma probabilmente anche per mancanza di programmazione, parte della sua identità. Oggi a pesare, secondo l'opinione di molti, sarebbero gli affitti, superiori rispetto a quanto si richiederebbe nella realtà di riferimento, lo spopolamento del territorio comunale, con molti giovani oltre confine per maggiori opportunità occupazionali, e la presenza di grandi agglomerati commerciali che “spostano” persone dal centro verso le periferie delle realtà locali. Ma se chiude il corso, nota qualcuno, “chiude la città”. E intanto a chiudersi sono le serrande.
Nel video, tratto dal canale youtube di Rtc, le interviste fatte ai vibonesi e al sindaco Elio Costa da Lino Polimeni per Articolo 21
https://www.youtube.com/watch?v=eS0BWmflE0w&feature=youtu.be
