Più tasse, meno servizi, Confcommercio: "Pressione fiscale raddoppiata"
Alle imposte sempre più altre non corrispondono i servizi. I cittadini catanzaresi tra i più tartassati con Irap e Iperf al 36.8%
“La pressione fiscale riconducibile alle Amministrazioni locali è al massimo storico”. E' quanto evidenziato dai dati della ricerca "La legge di stabilità 2016 e le prospettive della tassazione locale in Italia", realizzata dal Cer in collaborazione con Confcommercio e presentata nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Roma presso la sede nazionale della Confederazione.
Impennata sulle tasse locali. Ebbene, negli ultimi venti anni (1995-2015) le tasse locali sono passate da 30 a 103 miliardi di euro (+248%), mentre nello stesso periodo di tempo le tasse centrali sono cresciute del 72% da 228 miliardi a 393 miliardi. Di più: se nel 1998 meno del 9% dell'imposizione diretta era riconducibile alle Amministrazioni locali a fine 2014 tale quota è salita al 15%. Entrando nel particolare dell'analisi, si scopre che dal 2011 al 2015 le imposte sugli immobili sono cresciute del 143%, passando da 9,8 miliardi a 23,9 miliardi di euro (ma nel 2016 ci sarà un calo del 19% su 2015 grazie alla riduzione sulla prima casa) e che la tassa sui rifiuti è cresciuta del 50%. Nell'anno in corso, infine, le imposte sugli immobili e sui rifiuti cresceranno complessivamente dell'80% rispetto al 2011, passando da 15,4 miliardi a 27,8 miliardi di euro.
Meno servizi e più imposte. Lo studio della Confcommercio rileva, inoltre, una marcata dicotomia tra nord e sud d'Italia sul fronte della tassazione. "Roma e in generale il Mezzogiorno - spiega il direttore dell'Ufficio studi, Mariano Bella - è tra i maggiori pagatori a causa delle inefficienze. C’è uno scarto di 3-4 punti percentuali, una differenza analoga a quella che vediamo tra il nostro paese e la Germania a sud ci sono meno servizi e più imposte e forse anche questa è una ragione dello svuotamento, le aliquote sono del tutto scollegate dai servizi". A testimonianza di tali argomenti, lo studio fa l'esempio di un contribuente con un imponibile Irap o un imponibile Irpef di 50 mila euro. A Roma la pressione Irap più Irpef arriva al 38% seguita da Campobasso e Napoli con il 37,4 e il 37,2%. Seguono Catanzaro, Palermo e L'Aquila con 36,8%. Le città più convenienti dal punto di vista fiscale sono Cagliari (34,8%), Bolzano (34%) e Trento (33,5%). Per le altre città esaminate si va dal 36,6 di Bari al 35,1 di Aosta. (red5)
