L'investitura è arrivata al termine di un lungo ed articolato dibattito dal quale sono emersi i propositi di SI e delle altre forze progressiste sul territorio

Giuseppe Ambrosio, 35 anni, di Triparni, è il segretario cittadino di Sinistra Italiana, eletto praticamente per acclamazione nel corso del primo congresso celebratosi nel pomeriggio di ieri nei locali dell'associazione “Sacra famiglia”. L'investitura è arrivata al termine di un lungo ed articolato dibattito dal quale sono emersi i propositi di SI e delle altre forze progressiste sul territorio che il neo-segretario ha così sintetizzato: “La sinistra deve saper fare autocritica. Gli errori nel passato non sono mancati e tra questi – ha tuonato Ambrosio – le divisioni interne, l'allontanamento dal popolo, il cedimento al neoliberismo, la sconfitta nella lotta di classe. I nuovi proletari – ha rammentato – sono i precari, i disoccupati ma anche i professionisti che fanno i conti con le lobby della categoria”. Insomma, una crisi socioculturale da lasciarsi presto alle spalle.


L'acclamazione di Ambrosio è stata preceduta da un confronto ampio e schietto nel corso del quale, per un momento, l'obiettivo è tornato ad essere il centrodestra e, nel caso della città capoluogo, l'amministrazione Costa “che è di centrodestra pur avendo apparentemente un formato civico”. A tal proposito è stato chiaro il segretario provinciale Gernando Marasco che ha tracciato una delle possibili rotte da seguire in chiave elettorale. “Noi – ha detto – militiamo in un partito, speriamo non sia un problema per le liste civiche che eventualmente dovranno allearsi con SI”.

Magicamente, la parola-chiave, una sorta di imperativo kantiano, è divenuta...“collaborazione”. L'ha utilizzata Enzo Insardà che non ha perso occasione per lanciare strali a 360 gradi. Contro l'amministrazione Costa “che ha gente in comune con D'Agostino”, ma anche all'indirizzo dell'opposizione “che dovrebbe restare lontana dal protagonismo personale e lanciare un progetto unitario per la città”. Su tutt'altra lunghezza d'onda è parso Antonio Loschiavo, leader del Mdp per il quale la mossa ideale sarebbe “di unire le forze di sinistra fuori dal Pd, vittima della mancanza di un confronto interno sintetizzato dalla falsa democrazia delle primarie”.

Serve, invece, “una sinistra di governo – ha puntualizzato l'ex candidato a sindaco – che non indietreggi su alcuni valori”. Distinta ma non così distante dai dem se è vero che “il dialogo tra noi su Italcementi, acqua e non solo – ha chiosato – non si è mai interrotto”. Ma dal congresso di SI è giunto soprattutto un chiarimento: il tempo delle ambiguità sia definitivamente tramontato. “La sinistra – ha esplicitato Flavio Loria della segreteria regionale – deve dire da quale parte sta e nel contempo porre un argine al consociativismo che ha portato i partiti ad essere porte scorrevoli”. Soprattutto, “deve tornare ad indicare la strada per una redistribuzione della ricchezza”. Voucher, legge 107 sulla scuola, sanità pubblica ridotta in brandelli, gli altri temi dell'assise. In sala, tanti volti noti, vecchi e giovani della politica locale: dall'ex sindaco Franco Sammarco a Francesco Colelli, fino a Silvestro Scalamandrè dell'Anpi. Tutti convinti che una società diversa sia possibile ed il ritorno all'equità sociale non rappresenti una pura utopia.