Per i medici dell'ospedale di Serra San Bruno avrebbe potuto far rientro nella sua abitazione, ma il paziente ha continuato ad avvertire dolori e poco dopo si è accorto di una deformazione con un vistoso rigonfiamento della guancia sinistra. Ritornato in ospedale gli sono state somministrate- come scrive il Vizzarro - tre flebo di cortisone. A giudizio dei sanitari, l'uomo era stato colpito da allergia. Subito dopo, il 55enne non sarebbe «stato sottoposto ad alcun accertamento medico-sanitario e, in particolare, a nessun esame del sangue o esame strumentale. Il medico - precisa il 55enne - a seguito di ripetute insistenze mie e dei miei familiari, dichiarava che “non c’è bisogno di fare la Tac. Il medico voleva addirittura -come scrive il quotidiano online serrese - procedere alle mie dimissioni in presenza di una palese manifestazione di quello che, più tardi, ma solo dai medici appartenenti all’ospedale di Vibo Valentia, sarebbe stato diagnosticato come un ictus. Il medico dell’ospedale di Serra, invece, mi consigliava insistentemente di “andare a casa perché ero più chiaro in viso”. Ribadisco che sono stato dalle 18 alle 24 in presenza di una chiara e palese manifestazione di un ictus, senza che al Pronto soccorso dell’ospedale “San Bruno” si procedesse ad alcun accertamento del caso. Dopo oltre sei ore di attesa - precisa ancora l’uomo - e subito dopo nostre ripetute insistenze, il medico si convinceva a farmi sottoporre a una Tac. Effettuato l’esame diagnostico e trasmesso in teleconferenza all’ospedale di Vibo, dopo circa dieci minuti, i medici dello “Jazzolino” avvisavano la collega di Serra della presenza di un ictus in atto, richiedendo con urgenza il mio trasferimento presso l’ospedale di Vibo, dove sono stato ricoverato per circa 3 giorni nel reparto di terapia semi-intensiva, ai quali seguirono ulteriori 13 giorni nel reparto di neurologia, per poi essere dimesso il 28 maggio".

L’uomo, difeso dall’avvocato Vincenzo Albanese, si è quindi rivolto ai carabinieri della Stazione di Serra San Bruno, ai quali ha chiesto l’acquisizione di tutta la cartella clinica o documentazione medico-sanitaria effettuata agli ospedali di Serra e Vibo, decidendo dunque di agire penalmente con il medico che presta servizio al Pronto soccorso dell’ospedale di Serra e nei confronti di ogni altro medico o sanitario eventualmente coinvolto in questi episodi.