ROMA – Aveva 29 anni Francesca Carocci, attrice considerata una promessa nel panorama teatrale e cinematografico. La sua carriera e la sua vita si sono interrotte il 3 marzo 2024, quando è morta per una miocardite non diagnosticata. Per la vicenda, due medici dell’Aurelia Hospital – il cardiologo e la responsabile del pronto soccorso, di 56 e 64 anni – sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio e lesioni colpose in concorso.

Secondo l’inchiesta, il 28 febbraio la giovane si era recata al pronto soccorso accusando febbre alta e forti dolori al petto. Rimase sotto osservazione per quattro ore, sottoposta a un solo test enzimatico, risultato negativo. Una procedura che per la difesa è corretta, ma che secondo la procura non basta: gli esami andavano ripetuti a distanza di tempo per cogliere eventuali variazioni.

Dimessa con diagnosi di ipotensione da disidratazione e ansia, Francesca tornò a casa. Le sue condizioni peggiorarono fino alla sera del 2 marzo, quando la madre chiamò disperata i soccorsi. Nonostante il massaggio cardiaco e i tentativi di rianimazione in ospedale, la ragazza morì poche ore dopo.

L’autopsia ha chiarito che si trattava di una grave miocardite. Ora, davanti al tribunale, resta un quesito drammatico: se fosse rimasta in osservazione, Francesca avrebbe potuto salvarsi?