"Sono la moglie di Lo Bianco Domenico. Vorrei chiedere se la giustizia è veramente una cosa seria ed è uguale per tutti. Mio marito con un procedimento penale e una sola imputazione, tutta da accertare, (perché fino al terzo grado di giudizio c'è la presunzione di innocenza ). E dopo 20 mesi di carcerazione preventiva ancora per la legge non si sono attenuate le misure cautelari(parliamo di una persona con patologie cardiopatiche e neurologiche tutto documentato) e invece altre persone con diversi procedimenti penali e diverse imputazioni, sono state scarcerate solo perché rinomate o che fanno clamore e quindi scarcerate". Così in una lettera consegnata alla redazione di Zoom24, Giuseppina Pittella, moglie di Domenico Lo Bianco, figlio del defunto Carmelo, ritenuto il boss di Vibo per molti anni e soprannominato Piccinni. La donna prosegue: "Vi siete mai chiesti quelli che può esserci nelle famiglie che subiscono tutta questa situazione giorno per giorno, mese dopo mese? Perché non indagate su questo? No! No perché non ve ne frega niente volete solo portare le famiglie al limite dell'esasperazione!".

La disperazione. "Mio marito - tuona disperata la donna - è una persona buona e pacifica conosciuta come tale da quasi tutti i cittadini del capoluogo e che ha sempre lavorato e non ha mai fatto parte di nessuna cosca. Essere figli di qualcuno non ha nessun significato, i genitori non si possono scegliere.. i pentiti non dicono nulla di particolare su di lui. Quindi mi chiedo.. a legge non è legge se viene fatta così! Mio marito è incensurato. E sono circa 20 mesi che sono sola, perché i miei figli lavorano fuori, lontano da questo incubo di città. Allora devo fare lo sciopero della fame o incatenarmi davanti al tribunale prima di ottenere qualche beneficio per mio marito?! Sono proprio al limite della follia...aspettate che qualcuno arrivi al punto di suicidarsi prima di dare voce ??Vi sentite divini, ma il divino è uno solo ed è uguale per tutti. Mettetevi la mano sulla coscienza. Non voglio dire che sono tutti innocenti ma tanti sicuramente si. I giudici farebbero bene a leggere le istanze con attenzione prima di dare un rigetto. Ci sono persone condannate a 10/15 anni in primo grado che girano indisturbate e questo fa molto male alle famiglie di persone ancora sottoposte a misure cautelari. Vi prego giudicate bene situazione per situazione non mi fate pensare che la giustizia non è una cosa seria...perché io ancora voglio crederci".