Distrutte le due auto di Sigfrido Ranucci, si segue anche la pista mafiosa: "Ordigno vicino al cancello"
"E' stato posto un ordigno vicino al cancello di casa. Ha distrutto la mia auto e quella di mia figlia che era vicino. E' stata un'esplosione molto forte da quello che mi dicono gli artificieri. Le due auto sono distrutte". Queste le prime parole di Sigfrido Ranucci, al quale è arrivata la solidarietà in massa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del mondo intero della politica. Le indagini, avviate dalla Procura di Roma, non escludono la matrice mafiosa.
La trasmissione Report sui suoi profili social fa esplicito riferimento all'esplosione di "un ordigno piazzato sotto l'auto del giornalista" e che la deflagrazione avrebbe potuto uccidere.
"L'auto è saltata in aria - si legge - danneggiando anche l'altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. La Procura di competenza si è attivata per le verifiche, avvisato il Prefetto. La potenza dell'esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento".
"Un gesto gravissimo, vile, inaccettabile. Un ordigno ha fatto esplodere l'auto di Sigfrido Ranucci, davanti alla sua abitazione. Per fortuna nessuno è rimasto ferito, ma resta la gravità estrema di un atto che colpisce non solo un giornalista, ma la libertà stessa di informare e di esprimersi. A lui e alla sua famiglia la mia piena solidarietà e vicinanza". Così il ministro Guido Crosetto sul profilo X del ministero della Difesa.
