Sparatoria a Piscopio, l'assassino di Salvatore Battaglia è irreperibile
E' irreperibile l'assassino di Salvatore Battaglia, il 21enne morto un mese fa in seguito alle gravi ferite riportate dopo una sparatoria avvenuta nel centro abitato di Piscopio, frazione di Vibo Valentia. Il cerchio delle indagini condotte sul campo dai carabinieri del Nucleo investigativo e radiomobile si sono ristrette su un solo sospettato. Si tratta di un giovane, figlio di un noto pregiudicato del posto, sul quale pendono gravi indizi di colpevolezza. Sarebbe stato lui a sparare quella tragica notte di un mese fa davanti alla villetta di Piscopio gambizzando Giovanni Zuliani e ferendo a morte Salvatore Battaglia, deceduto dopo ore di agonia nell'ospedale di Catanzaro dove era stato trasferito in condizioni disperate.
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Prima la lite e poi gli spari. Il giovane in questione avrebbe litigato con il 23enne Giovanni Zuliani a margine della festa di San Michele Arcangelo. Una discussione degenerata in una vera e propria lite a colpi di pistola. Il figlio del noto pregiudicato avrebbe reagito pesantemente ad un affronto gambizzando Zuliani, vero obiettivo dell'azione di fuoco. L'autore della sparatoria avrebbe poi puntato l'arma all'indirizzo dell'auto con a bordo Salvatore Battaglia e, forse, un'altra persona, rimasta illesa. Il 21enne, che aveva appena accompagnato a casa la sua fidanzata, si sarebbe dunque trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato. I proiettili lo hanno colpito alla nuca cagionandone l'inevitabile morte.
Sparito nel nulla. Fin da subito le indagini dei carabinieri si sono concentrate verso una pista precisa mentre il presunto assassino si sarebbe subito dileguato facendo perdere le proprie tracce, probabilmente anche per paura di possibili rappresaglie. Da allora è irreperibile ma anche attivamente ricercato dalle forze dell'ordine che hanno cinto d'assedio Piscopio aumentando i controlli fino a scoprire persino un arsenale da guerra nascosto tra i muri di una casa nel centro abitato della popolosa frazione vibonese. Verosimilmente l'armeria dei “Piscopisani” con fucili, pistole, mitragliette e munizioni oltre a un rito di affiliazione alla 'ndrangheta. Le indagini sull'uccisione di Salvatore Battaglia sono ormai al punto di svolta e i carabinieri avrebbero raccolto una miriade di elementi tale da convergere le attenzioni sull'unico sospettato di un omicidio che ha sconvolto un'intera comunità.
