L'opposizione evidenzia come la città sia vittima di un immobilismo amministrativo. Basti pensare alle scelte adottate nel documento contabile

A due giorni dall'approvazione del bilancio, il Partito democratico tira le somme di una seduta fiume del Consiglio comunale nel corso della quale sono venuti fuori diversi elementi legati anche all'immobilismo amministrativo: "Oltre 9 ore di consiglio non sono bastate all'opposizione - si scrive in una nota - per indurre il Sindaco e i consiglieri che lo sostengono a rivedere le pratiche proposte all’odg. Tanto si è discusso sul consuntivo censurando sia l’aspetto formale della pratica sia quello sostanziale. I componenti dem, infatti, nel corso dei loro interventi hanno evidenziato come il disavanzo di bilancio (oltre 500 mila euro) sia il frutto di una carente programmazione politico/amministrativa. Così come si è evidenziato che per uscire dall’immobilismo amministrativo in cui purtroppo versa il Comune è necessario un netto cambio di passo che deve poggiare su di una sostanziale riorganizzazione dell’apparato burocratico/amministrativo dell’Ente, grazie al quale si dovranno massimizzare le risorse umane presenti all’interno di palazzo Razza".

Il voto contrario. "Tanti i problemi strutturali del bilancio - si evidenzia - che hanno spinto i democratici a votare in maniera contraria, inoltre è stato rilevato come l’Ente non abbia rispettato alcuni parametri quali ad esempio quello relativo alle spese per le autovetture (pag. 27 parere revisori); quello relativo ai fondi spese e rischi futuri (pag. 29 parere revisori); così come si è evidenziato il mancato rispetto dei tempi di pagamento che denota una evidente difficoltà di cassa. La sintesi della difficoltà finanziaria del Comune si trova a pagina 35 del parere nella parte in cui i revisori scrivono che “il mancato rispetto di tali parametri (riferendosi ai residui attivi e passivi) è causato dalla sfasatura nella riscossione delle entrate…..”. Senza una chiara programmazione in tal senso mirata siamo fortemente preoccupati sulla stabilità finanziaria futura del nostro Comune".

Aumento di Tasi e Tari. Nonostante la difficoltà nell’erogazione dei servizi però il Comune "non manca di aumentare la Tasi e la Tari. I consiglieri del Partito democratico sul punto - prosegue il gruppo del Pd - hanno sollevato una questione pregiudiziale in merito all’ammissibilità delle pratiche: le stesse, infatti, sono state aggiunte, in via d’urgenza, ad un ordine del giorno già fissato".

Il regolamento. L’aggiunta di nuovi punti ad un ordine del giorno già fissato, secondo i democratici, sarebbe dovuta avvenire, così come recita il regolamento comunale, "mediante un atto da notificarsi ai consiglieri almeno 5 giorni prima della seduta e non già seguendo la procedura della convocazione del consiglio in via d’urgenza (la quale prevede appunto la convocazione di un nuovo consiglio e non l’aggiunta di o.d.g. a consigli già fissati) che consente la notifica fino a ventiquattro ore prima del consiglio".  Pratiche che tra l’altro sono state lavorate "dagli uffici e dalla giunta con abbondante anticipo e quindi non avrebbero giustificato in alcuna maniera l’urgenza che si è inteso attribuirgli".

Esecutivo allo sbando. Anche su questi punti si è aspramente criticato l’operato dell’esecutivo soprattutto con riferimento alla TARI evidenziando "come la giunta abbia dovuto correggere una prima delibera: la n. 78 del 30/3/2016 con la quale era stato approvato il piano tari e determinate le tariffe con la delibera n. 100 del 20/4/2016 con cui si è rettificata il precedente atto deliberativo mediante l’approvazione di un nuovo piano finanziario e delle nuove tariffe. Non è passato inosservato ai democratici come la giunta abbia sbagliato a redigere il primo piano e le prime tariffe e sia stata costretta a rivedere la propria decisione".

La programmazione. Il tutto ovviamente sottolineato "da un’evidente difficoltà di programmazione in tale materia da parte dell’esecutivo e un approccio un pò troppo “disinvolto” nell’approvazione delle delibere (non si dimentichi cosa è successo poco più di un mese fa per i lavori di somma urgenza di Via Parisi). Il vero dato su cui si sono battuti i democratici in aula è stato quello dell’aumento per tutti della Tari. I democratici, infatti, hanno fortemente criticato gli aumenti previsti dal piano spalmati a pioggia su tutti i cittadini; gli operatori commerciali; i professionsti. Un aumento, insomma che non “risparmierà” (ci sia consentito il gioco di parole) nessuno. Si è censurato come i cittadini vibonesi dovranno pagare un servizio che costa loro 5.174.151,32 Euro evidenziando tra glia altri la inefficenza di alcuni sub-servizi: il Comune spende 896.280,00 per lo spazzamento e il lavaggio delle strade pubbliche. E allora la domanda è d’obbligo: le nostre strade sono lavate e pulite per come è il costo del servizio? Il Sindaco è su questo che dovrà vigilare! Il Comune spende 954.360,00 Euro per il costo della raccolta differenziata e 80.000,00 Euro per il costo di trattamento e riciclo".

I costi. Inevitabile la domanda.  "Ma a Vibo si fa una raccolta differenziata talmente estesa da avere un costo così importante? Se si ci aspetteremo di avere delle percentuali di differenziata che giustifichino i costi. È su questo che il Sindaco è chiamato a vigilare. Ed è proprio con riferimento alla percentuale di differenziata prevista dal piano che i componenti dem hanno affondato il colpo. Nel piani, infatti, è previsto il raggiungimento di una percentuale di differenziata pari al 40% entro il 31/12/2016. Percentuale che visto l’attuale punto di partenza è impossibile che venga raggiunta secondo i democratici. E se ciò non avvenisse, come è probabile, il comune si è assunto una grande responsabilità politico/amministrativo nei confronti della città. Perché nel caso in cui quella, secondo noi troppo ambiziosa, percentuale non si dovesse raggiungere il comune sarà esposto a potenziali debiti fuori bilancio che destabilizzerebbero ancor di più la già precaria situazione finanziaria dell’Ente e soprattutto farebbero lievitare ancora di più i costi per tutti i cittadini vibonesi. Il tutto condito da un silenzio assordante - concudono i dem - da parte dei consiglieri di maggioranza che si sono limitati ad alzare la mano per il loro voto positivo a tutto ciò".