Omicidio Berlingieri a Lamezia, il presunto killer aiutato dalla moglie (VIDEO)
Il fruttivendolo di Sambiase ucciso da un'insospettabile coppia di coniugi e dallo stesso assassino del dipendente delle Ferrovie della Calabria Gregorio Mezzatesta
Svolta nelle indagini sull'agguato del gennaio scorso a Sambiase che è costato la vita al 57enne fruttivendolo Francesco Berlingieri e nel quale è rimasto ferito anche il nipote minore Pio Paolo. Per gli investigatori il killer sarebbe lo stesso che ha ucciso Gregorio Mezzatesta qualche mese dopo a Catanzaro. Si tratta di Marco Gallo, già arrestato a luglio proprio per l'omicidio del dipendente delle Ferrovie della Calabria. Insieme al trentaduenne di Lamezia Terme è stata arrestata anche la moglie, Federica Guerrise, 30 anni, professione infermiera, ritenuta corresponsabile del delitto.
L'ipotesi accusatoria. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, chi ha ucciso Francesco Berlingieri ha agito a bordo di una motocicletta di tipo enduro, così come confermato dalle riprese delle telecamere di vigilanza posta nei dintorni del luogo dove si è verificato l'agguato. Nelle immagini è stata immortalata anche una Fiat 600 che avrebbe dato un contributo logistico al killer. Ed è da qui che sono partite le indagini. Da un fotogramma che in quadra parzialmente la targa dell'utilitaria. Frammento dopo frammento, puzzle dopo puzzle, gli investigatori sono riusciti a costruire il mosaico ed ad incastrare i due coniugi. Così Federica Guerrisee lunedì si è visti recapitare un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme convalidato nella giornata di ieri dal gip che ha applicato alla donna la misura della custodia cautelare in carcere. E' invece già detenuto Marco Gallo che, adesso, deve rispondere di un altro omicidio.
L'attività investigativa. Le indagini avviate nell’immediatezza dell’evento delittuoso e sviluppate mediante una dettagliata analisi di numerose video riprese dei sistemi di sorveglianza installati nei luoghi contigui a quello del delitto, hanno consentito di verificare che l’autore dell’omicidio, che aveva utilizzato una moto di tipo enduro, anche nella giornata antecedente l’evento oltre che nei momenti prossimi all’omicidio, aveva avuto il supporto logistico da parte dell’occupante di una autovettura del tipo Fiat 600 di cui veniva intravisto un parziale di targa che grazie anche alle peculiari attività tecniche del Servizio di Polizia Scientifica di Roma, veniva individuata come avente sigla parziale con iniziali CZ. Tale accertamento, comparato con quello del modello della macchina, permetteva l’individuazione dell’autovettura targata CZ 106 XX, intestata alla Guerrise, come quella individuata nelle video riprese. Si è quindi accertato che la donna è è coniugata con Marco Gallo, proprietario di una motocicletta del tutto compatibile con quella utilizzata dall’autore dell’omicidio Berlingeri. Le investigazioni hanno avuto ulteriore impulso dalla analisi del traffico globale della cella del luogo del delitto, dalla quale è emersa la contemporanea presenza dei telefoni degli indagati, nei momenti in cui è stata anche constatata la presenza della moto utilizzata dal killer e quella dell’autovettura di supporto, nei pressi del luogo dell’omicidio.
Il movente. Marco Gallo non risulta allo stato inserito in contesti di criminalità organizzata. "Nei suoi confronti - specificano gli inquirenti - non sono emersi pregressi motivi di rancore con la vittima cosicché, con riferimento all’omicidio, pare possa aver rivestito il ruolo di 'killer' prezzolato". Le attività tecniche realizzate in relazione all’omicidio di Francesco Berlingeri hanno evidenziato come il possibile movente del delitto sia da ricondurre ai trascorsi criminali della vittima, dedito ai furti di autovetture o mezzi industriali con la pratica del cosiddetto “cavallo di ritorno”. E’ probabile che proprio la realizzazione di alcuni furti in ambiti territoriali sotto il controllo della criminalità organizzata abbia potuto determinare l’eliminazione di Berlingeri.
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