Sbarchi immigrati e turni massacranti per i poliziotti, la reazione del Sap
Tra sbarchi ormai cadenzati e i continui fenomeni di natura criminale, non si parla più di Vibo Valentia per questioni di turismo ma solo per fatti di cronaca. "Ogni giorno siamo chiamati a gestire le pratiche d’immigrazione, l’ordine pubblico, i controlli antiterrorismo, le identificazioni, le attività investigative, la microcriminalità, il tutto tra mille problemi, difficoltà ed allarmi di vario genere e natura. Siamo costretti a turni estenuanti ed in condizioni difficili. Tra i poliziotti ormai c’è la sensazione di essere stati abbandonati ad un destino ormai scritto". Lo scrive in una nota il segretario provinciale del Sap Andrea Gaccione. "Appare evidente e improcrastinabile - spiega Gaccione - la necessità di rivedere gli organici e dotare i poliziotti di strumentazioni idonee a contrastare una criminalità sempre più feroce e spregiudicata che può contare su nuove leve, su giovani delinquenti pronti a tutto. Noi invece siamo sempre meno e sempre più vecchi, con mezzi e strumenti non all'altezza. Basti pensare ai giubbotti antiproiettile sulle nostre auto, capaci di proteggere solo colpi di pistola e non di kalashnikov ai caschi da Ordine Pubblico ormai completamente inutilizzabili".
Lo sbarco. "Ancor una volta - prosegue la nota - dobbiamo constatare che lo sbarco a Vibo Valentia ha avuto la durata eccezionale di ben tre giorni, impegnando tutte le risorse disponibili che questo territorio aveva nella sua disponibilità. Le carenze strutturali ed organizzative di questa Provincia, che nonostante gli sforzi richiesti a tutto il personale ha dovuto prolungare i relativi servizi connessi a tali eventi emergenziali, sono ormai note e soprattutto denunciate più volte attraverso i mezzi di comunicazione, ma probabilmente chi di dovere non conosce le reali dotazioni e criticità di Vibo Valentia".
Turni serrati. Ancora una volta il personale specializzato dell’Ufficio Immigrazione e della Polizia Scientifica "ha lavorato con turni serrati, intervallati da riposi di poche ore necessarie solo al ristoro di una doccia e un paio di ore di sonno e per un fugace pasto, richiedendo inoltre per la vigilanza e i servizi connessi all’Ordine Pubblico l’impiego del già poco personale a disposizione. Naturalmente, tali disagi hanno visto coinvolti anche gli stessi cittadini extracomunitari, che hanno dovuto aspettare i tempi tecnici di identificazione presso le strutture destinate a tale scopo, che si ricorda sono capannoni industriali in località marina soggetti ad escursione termiche notevoli e con a disposizione di bagni chimici che a causa del continuo utilizzo e della collocazione sotto al sole, sicuramente non sono il massimo".
Prevenzione. A tutto ciò si devono aggiungere "i problemi connessi alla mancanza di un serio programma di profilassi preventiva del personale impiegato in questa tipologia di servizi, che a tutt’oggi è praticamente assente, se non come una eventuale disponibilità su base volontaria di screening per la TBC. Le cronache come tutti ormai sanno, riportano di continui casi non solo di scabbia, ma di diverse patologie di natura endemica.
Appare del tutto opportuno ed evidente che, si debba far fronte ad una seria ed attenta valutazione del fenomeno migratorio, anche attraverso l’istituzione di adeguati cordoni sanitari che possano garantire non solo i migranti, ma anche gli operatori e la cittadinanza tutta".
