Al Vinitaly oltre 4mila aziende e non mancano i buyer americani nonostante l’introduzione dei dazi e soprattutto la presenza di produttori vini No Alcohol

La notizia più importante è la conferma della presenza dei buyer americani, che nonostante le incertezze sul fronte tariffario con l’introduzione dei dazi, sono al Vinitaly, sono in maggioranza circa 3mila, con circa 120 top buyer selezionati da Veronafiere e Ice Agenzia in rappresentanza di quello che è il principale mercato di sbocco estero per il vino italiano. E’ quindi un segnale confortante quello col quale si è aperta l’edizione 2025 del Vinitaly.
Oltre 4 mila le aziende espositrici che affollano i 18 padiglioni della fiera dove sono attesi 30mila buyer esteri (da 140 paesi). Molte quest’anno le novità dell’offerta fieristica, per la prima volta uno spazio specifico sarà dedicato ai vini NoLo ovvero no alcohol o low alcohol.
Un mercato che già vale a livello globale 2,5 miliardi di dollari, con la prospettiva di raddoppiare nei prossimi dieci anni a un tasso di crescita annuo del 10% contro invece l’andamento piatto previsto per i vini convenzionali. Un fortissimo interesse da parte del mondo produttivo visto che un recente sondaggio effettuato dall’Unione italiana vini ben il 60% dei produttori interpellati ha risposto di guardare con interesse alla prospettiva di produrre vini no alcohol o low alcohol.