La fotografia scattata dall’ultima edizione dell’Ecosistema Urbano del Sole 24 Ore mette in luce una realtà difficile per Vibo Valentia, che si conferma tra i territori più in ritardo d’Italia sul fronte della mobilità sostenibile. Mentre molte città provano a ridurre il traffico privato, ampliare gli spazi pedonali e favorire il trasporto pubblico, il capoluogo vibonese si colloca stabilmente nelle ultime posizioni.

Trasporto pubblico: Vibo all’ultimo posto nazionale

Il dato più critico riguarda l’utilizzo dei mezzi pubblici: a Vibo Valentia non si raggiunge nemmeno un viaggio per abitante all’anno. Una cifra che la relega sul fondo della graduatoria insieme a Crotone e Ragusa.

Le responsabilità non sono dei cittadini, ma dell’offerta: l’intera rete percorre appena 6 km per abitante, contro una media nazionale di 24 km. In queste condizioni, muoversi senza auto risulta di fatto impossibile.

Ciclabili quasi inesistenti

Anche sul fronte della mobilità dolce la situazione è desolante: Vibo non arriva nemmeno a 1 metro di pista ciclabile per abitante, classificandosi tra i comuni italiani con la dotazione più bassa in assoluto.

Un valore che stride con le migliori realtà del Paese, come Reggio Emilia o Catania, che superano i 35 metri equivalenti ogni 100 abitanti, segnando una distanza infrastrutturale che sembra ormai strutturale.

Pochi spazi per pedoni e aree urbane vivibili

Il quadro non migliora se si guarda agli spazi dedicati ai pedoni: la media nazionale è in calo, ma Vibo si situa comunque nella fascia bassa, contribuendo al gruppo dei capoluoghi che offrono meno opportunità di camminabilità e aree libere dalle auto.

In un momento in cui molte città puntano a rafforzare la vivibilità dei centri storici, Vibo fatica a invertire una tendenza che dura da anni.