Fotovoltaico nel Vibonese, gli agronomi al fianco degli agricoltori: «La Piana degli Scrisi va tutelata»
L’Ordine di Vibo Valentia esprime preoccupazione per il progetto di un grande impianto a terra e chiede di salvaguardare i terreni agricoli produttivi: «La transizione energetica non può consumare il suolo fertile»
L'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Vibo Valentia prende posizione al fianco degli agricoltori di Maierato, mobilitati per difendere i terreni della Piana degli Scrisi interessati dal progetto per la realizzazione di un esteso impianto fotovoltaico a terra.
Una presa di posizione che nasce dalla volontà di tutelare un'area considerata strategica per l'agricoltura e per l'economia rurale del territorio. Secondo l'Ordine, infatti, la Piana degli Scrisi rappresenta un patrimonio produttivo di particolare valore, frutto del lavoro portato avanti negli anni da famiglie e imprese agricole che hanno investito nella valorizzazione delle colture e delle eccellenze del territorio.
«La transizione energetica è una sfida globale che sosteniamo con convinzione, ma non può trasformarsi in uno strumento di spoliazione del suolo fertile», afferma l'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Vibo Valentia. «Il consumo di suolo agricolo produttivo per l'installazione di mega-impianti fotovoltaici a terra rischia di desertificare economicamente e socialmente intere aree, privando i nostri agricoltori della loro risorsa primaria: la terra».
L'Ordine ribadisce dunque il proprio sostegno agli agricoltori, sottolineando la necessità di trovare un equilibrio tra la produzione di energia da fonti rinnovabili e la salvaguardia dei terreni destinati all'attività agricola.
Secondo i professionisti, esisterebbero diverse soluzioni alternative per incrementare la produzione di energia pulita senza sottrarre superfici produttive. Tra queste vengono indicate le installazioni sui tetti dei capannoni, sulle strutture pubbliche e nelle aree industriali dismesse, oltre ai modelli di agrivoltaico avanzato, capaci di integrare la produzione energetica con la prosecuzione dell'attività agricola.
«La totale riconversione di suoli altamente vocati, al contrario, produce un danno irreversibile al paesaggio e alla sovranità alimentare locale», sottolinea l'Ordine, evidenziando la necessità di valutare con attenzione gli effetti che un intervento di queste dimensioni potrebbe avere sul territorio.
Il consiglio dell'Ordine provinciale si schiera quindi apertamente con gli agricoltori e con le associazioni di categoria impegnate nella mobilitazione e mette a disposizione le competenze professionali dei propri iscritti per contribuire all'analisi del progetto e dei suoi possibili impatti.
L'obiettivo, viene ribadito, è individuare soluzioni capaci di conciliare la necessità di produrre energia da fonti rinnovabili con la tutela dei terreni agricoli e del paesaggio.
«Il futuro del Vibonese passa dalla tutela del suo paesaggio e della sua agricoltura», conclude l'Ordine. «Chiediamo che la voce di chi vive e lavora sulla terra venga ascoltata prima che vengano prese decisioni irreversibili».
