Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha depositato le motivazioni inerenti la scarcerazione di  Francesco Scalfaro, sindaco del Comune di Cortale, coinvolto nell'operazione "Via col vento", eseguita dai carabinieri e  dalla Dda  di Reggio Calabria, lo scorso 12 luglio.


style="display:block"
data-ad-client="ca-pub-7956851822213362"
data-ad-slot="5102188730"
data-ad-format="auto">


Le accuse. L’operazione avrebbe messo in evidenza  l'infiltrazione delle cosche calabresi nei lavori di realizzazione dei parchi eolici in tutta la Calabria. Scalfaro si trovava ai domiciliari perché avrebbe preteso come ricompensa alla realizzazione di alcuni interventi stradali nel Comune, l'assunzione di operai da lui indicati. La mancata risposta positiva di una sua richiesta avrebbe determinato la chiusura di un tratto di strada che avrebbe  provocato ritardi nello svolgimento dei lavori.

Nessun indizio di colpevolezza. Secondo il Tribunale della Libertà di Catanzaro sarebbe emerso che "nessuna risultanza investigativa vi fosse di specifiche condotte, attive od omissive, di imposizione a carico dello Scalfaro e che, dunque, non vi era in atti alcun benché minimo indizio di colpevolezza che potesse giustificare una qualsiasi misura cautelare per il sindaco di Cortale". (f.t.)