Poliziotto catanzarese travolto a Lecco, Coisp: "Condanna blanda"
Giuseppe Brugnano (Coisp): "Condannato a soli 8 anni per avere tentato di uccidere un poliziotto che avrebbe dovuto arrestarlo"
"Condannato a soli 8 anni per avere tentato di uccidere un poliziotto che avrebbe dovuto arrestarlo: questa non è giustizia. Così si indebolisce la credibilità dello Stato". E' questo il commento di Giuseppe Brugnano, segretario generale regionale del Coisp Calabria (Sindacato indipendente di polizia) dopo la sentenza di condanna in primo grado, con il rito abbreviato, nei confronti di Soufiane Moustapha Anime, il 19enne marocchino che travolse il poliziotto Sebastiano Pettinato, 32 anni, originario di Catanzaro, durante un'operazione contro lo spaccio di droga.
Il fatto avvenne lo scorso 1° ottobre quando il giovane, nell'ambito di un'operazione della Questura di Lecco per un presunto spaccio di droga, sfuggì al blitz travolgendo l'agente. Secondo il Coisp Calabria, "registriamo atteggiamenti del tutto diversi quando le accuse riguardano i rappresentanti delle forze di polizia e quando, invece, questi sono vittime. Quando a sbagliare è un rappresentante dello Stato le pene e le polemiche diventano esemplari, altrimenti c'è una sorta di benevolenza che delegittima la stessa credibilità delle forze di polizia. Il giovane arrestato ha deliberatamente travolto con l'autovettura il nostro collega Pettinato - aggiunge Brugnano - che si è salvato per miracolo e che è stato ricoverato in un ospedale per tre mesi, con una riabilitazione da iniziare e conseguenze anche per il suo futuro, per questo riteniamo che la condanna ad otto anni, anche se con il rito abbreviato, non possa essere accettata passivamente. Le sentenze si rispettano - ha concluso il Coisp Calabria - ma questo non vuol dire che bisogna tacere davanti ad un sistema che deve essere rivisto se si vogliono tutelare i rappresentanti dello Stato".
