Nel mirino dell'assessore ai Fondi Ue, i rapporti tra le software house che gestiscono i sistemi telematici dell'ente e alcuni esponenti dell'apparato burocratico di palazzo "Razza"

Non cede di un millimetro Bruno Cutrì. I dubbi sulla gestione dei servizi telematici del Comune da parte di soggetti esterni  vengono puntualmente riproposti nella relazione che accompagna la replica alla richiesta di chiarimenti da parte del Pd che aveva interrogato, in proposito, il titolare della delega ai fondi europei di palazzo "Luigi Razza".

Una richiesta pienamente sposata da sindaco, anch'egli impaziente di chiedere lumi in merito alle ombre sinistre gettate da uno dei suoi ex assessori di fiducia. Ebbene, la risposta di Cutrì è arrivata. Ed  è una replica al vetriolo anzitutto nei confronti di chi continua a far finta di non vedere e non capire. Parentele, interessenze e, dunque, conflitti d'interesse, tra gestori delle software house e soggetti dell'apparato burocratico vengono confermate a chiare lettere dall'esponente "ribelle" dell'esecutivo.

La relazione. Bruno Cutrì continua a parlare di "anomalie" e soprattutto di casi di "illegalità istituzionale". "Premesso che di norma non faccio l'investigatore – evidenzia l'assessore – e non mi compete accertare formalmente legami e parentele di sorta, confermo che i legami di parentela sono facilmente deducibili, a chiunque volesse approfondire lo stato delle forniture, dei servizi e degli incarichi, impliciti ma impropri, sottostanti ai servizi di natura informatica e telematica, destinati al Comune di Vibo". Poi con un certo sarcasmo aggiunge: "Basta leggere attentamente i contratti ( ovvero quelle poche carte disponibili) negli uffici". Quindi scarica la patata bollente sull'attuale primo cittadino: "Resta obbligo ai pubblici ufficiali di provvedere, nel caso si ravvisino delle illegalità. Per parte mia mi limito ad un esercizio professionale di auditing, previsto da un sistema di qualità, richiesto dalle norme vigenti ad ogni amministratore pubblico". E non mancano i riferimenti alle carenze "carenze strutturali" dovute alla presenza di personale interno "privo di adeguata formazione".

Alcuni dettagli. In mancanza di una regolamentazione chiara e certa dei rapporti di fornitura, servizio o incarichi in termini di Privacy, Sicurezza informatica e Protezione cibernetica, le "interessenze", (un vocabolo abbastanza oscuro forse per alludere ai conflitti di interesse), a giudizio dell'esponente della giunta, "sono più che evidenti", visto che i rapporti di collaborazione privata con personale esterno, da parte delle Software-house e degli operatori di connettività, incrociano in modo diffuso anche i rapporti di parentela". Tutto ciò "se anche non costituisce illegalità commerciale o professionale – infierisce Cutrì - sicuramente costituisce illegalità istituzionale, perchè vengono meno le tutele dei dati/informazioni, facilmente accessibili da parte di terzi, senza adeguato controllo, nè formale, nè strutturale".

Il caso. Il nuovo affondo rischia di mettere seriamente a repentaglio la compatibilità - già fortemente in discussione, dopo le dichiarazioni al vetriolo di inizio anno - tra Cutrì e lo stesso primo cittadino, chiamato di nuovo pesantemente in causa da uno dei suoi ( ex?) uomini di fiducia!