Due anni di indagini e ora la svolta su un caso preoccupante e finora irrisolto. La Procura di Vibo Valentia e i carabinieri hanno fatto luce sull'omicidio di Giuseppe Salvatore Tutino, scomparso nel dicembre 2021. Il suo cadavere carbonizzato fu scoperto, un mese dopo, in un'auto crivellata di colpi di fucile interrata nelle campagne di Calimera, una frazione di San Calogero nel vibonese. Due le persone raggiunte da ordinanze di custodia cautelare: uno dei due indagati si trova già in carcere per una condanna per associazione mafiosa e traffico di droga.

Secondo gli investigatori, supportati anche dai Ris di Messina, quello di Tutino è un caso di fallita lupara bianca. Infatti i killer, dopo l'agguato a colpi di fucile, avrebbero tentato di eliminare il cadavere con le fiamme, nascondendo l'auto in un terreno. L'uomo sarebbe stato ucciso per un regolamento di conti negli ambienti della criminalità organizzata locale, a causa di un debito di qualche decina di migliaia di euro legato al traffico di droga. Prima dell'omicidio di Tutino, uno dei due presunti responsabili dell'omicidio avrebbe pubblicato su un noto social network alcuni contenuti, usando come sottofondo una canzone folkloristica, il cui testo era un mix tra una minaccia velata e un rito di affiliazione alla ‘ndrangheta: “Chi tanto parla, niente guadagna, solo una cassa fatta da 4 legni e così hanno scritto i Cavalieri di Spagna, la lingua è peggio della gramigna”.