Estorsione e lesioni nel Vibonese, assolta parente dei boss (NOME)
La prima sezione della Corte di Appello di Catanzaro, pres. De Franco, al termine del processo di secondo grado ha assolto Rosina Di Grillo, difesa di fiducia dall’ avv. Francesco Capria.
Nel corso del giudizio di primo grado il Gup aveva condannato la Di Grillo per il reato di lesioni aggravate dal metodo mafioso ed avverso tale decisione avevano presentato appello sia il difensore di fiducia che la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro che aveva chiesto la condanna dell’ imputata alla pena di anni sette di reclusione, per le contestazioni di tentata estorsione e di lesioni personali.
La Corte di merito, accogliendo le richieste avanzate dall’avvocato Francesco Capria, ha, al contrario assolto la Di Grillo (figlia di Rosaria Mancuso e Domenico di Grillo) da tutti i reati per non aver commesso il fatto. Sia l’aggressione, del 29 marzo 2014, che le tentate estorsioni alla famiglia Vinci-Scarpulla, secondo la prospettazione accusatoria, sarebbero alla base dell’eclatante attentato che costò la vita a Matteo Vinci e il ferimento del padre Francesco.
