Il pericolo più grande quando ogni anno si celebra la giornata della memoria è quello di cadere nella vuota retorica, ripetere meccanicamente gli stessi gesti, vedere gli stessi film celebri che ci restituiscono le immagini di quell’immane tragedia che fu lo sterminio della razza ebraica: un rituale necessario che ci fa sentire partecipi ed emotivamente coinvolti.
La commozione vuota ed estemporanea di un solo giorno, in realtà, poco serve di fronte all’indifferenza nei confronti del male del mondo che spesso tutti dimostriamo chiusi nel nostro personale e narcisistico egoismo; il rischio oggi, come allora, è quello di nasconderci  in quella che gli storici chiamano la zona grigia, una zona della mente e del nostro comportamento, a metà tra il bianco e il nero, tra l'innocenza e la colpevolezza. In questa zona ad avere la meglio, alla fine, è l'indifferenza per chi viene isolato e non accettato, per chi è dall’altra parte del filo spinato…fra la vita e la morte…

Il 27 gennaio di ogni anno è giusto e doveroso ricordare il giorno in cui le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Ricordare quel giorno è importante soprattutto per le giovani generazioni che devono sapere e conoscere quel passato, apparentemente lontano, perché loro prima di tutti devono credere in un mondo diverso senza discriminazioni…

L’Istituto d’istruzione superiore Morelli-Colao, come ogni anno, ha celebrato il giorno della memoria grazie alla presenza di illustri ospiti come la prof.ssa Marina Formica (Storia moderna presso l’ Università Tor Vergata), Gian Carlo Mancini (Storia della medicina presso l’Università Tor Vergata) e il dott. Pantaleone Sergi (Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea). L’incontro, coordinato dai proff. Tommaso Fiamingo (Liceo artistico Colao) e Anna Melecrinis (Liceo Classico Morelli), è stato ricco di stimoli e di interessi.

Il Ds, ing. Raffaele Suppa ha ricordato la centralità che questo evento ha per la scuola dal momento che rientra nella vasta e articolata offerta formativa dell’Istituto, sempre più coinvolto in iniziative di carattere culturale.

Alla lezione completa e articolata della prof.ssa Formica sulla storia delle comunità ebraiche in Italia e dalla nascita del primo ghetto in Italia, è seguita la lezione di Pantaleone Sergi sulle responsabilità gravissime del fascismo nella persecuzione degli ebrei italiani e sulla loro deportazione nei campi di concentramento e di sterminio.

Gian Carlo Mancini ha poi condotto l’attento uditorio fra gli orrori dei lager nazisti e nello studio del dottore della morte, Josef Mengele. Un excursus fra fisiognomica ed eugenetica il cui risultato è stato lo sterminio di migliaia di persone che sia aggiungono ai milioni di morti fra ebrei, zingari, omosessuali, dissidenti politici, vittime dell’odio razziale. Una pagina terribile della storia, che continua a sanguinare e che non possiamo e non dobbiamo dimenticare.