L'incontro a Piana delle Querce, tra Mileto e San Calogero, nel settembre del 1943, tra il militare tedesco Bob e il miletese Vincenzo Crupi

di VINCENZO VARONE

Inizio di settembre del 1943. Mileto è una città segnata dalle ferite della guerra, dai soldati partiti e non più tornati. Ed è proprio in questo scenario di desolazione e di morte che nasce una storia straordinaria da libro “Cuore” che ha per principali protagonisti due uomini: un piccolo proprietario terriero di Paravati di nome Vincenzo Crupi e un soldato tedesco di nome Bob.

La retta via dopo la guerra. Quest’ultimo - dopo l’armistizio firmato dall’Italia e comunicato da Fisenhower dai microfoni di Radio Algeri nel pomeriggio dell’otto settembre 1943 - a bordo della sua vecchia moto 500 Bmw con sidecar, si trova improvvisamente sbandato e senza sapere dove andare. Il giovane viene notato e accolto lungo il suo peregrinare nella masseria della famiglia Crupi, composta da otto persone, sita in località “Piana delle Querce, sulla statale 18, nei pressi del bivio che porta a San Calogero.

L'accoglienza. Un gesto compiuto per carità cristiana, ma soprattutto perché il capofamiglia Vincenzo Crupi vide nello sguardo smarrito di quel ragazzo di appena venti anni, i suoi figli Rocco e Fortunato che avevano patito come lui le brutture e l’orrore della guerra. Il soldato tedesco che rischiò di essere catturato e quindi di essere passato per le armi rimase nascosto a Piana delle Querce per circa un anno. Ma a guerra quasi finita, a causa di una perquisizione che venne compiuta nella masseria, Bob venne scoperto e fatto prigioniero. Prima di consegnarsi Bob abbracciò il suo salvatore e giurò che non avrebbe mai dimenticato l’accoglienza ricevuta da quella famiglia e dalla comunità di Paravati. Dal canto suo Vincenzo Crupi, per quel suo gesto di grande generosità venne tratto in arresto, richiuso nella carceri Reggio Calabria per sette mesi, con il rischio di essere passato per le armi. Mai poi le autorità capirono che l’anziano contadino si era reso artefice non certo di un reato, ma di un gesto di nobile altruismo. Venne, quindi, liberato e riportato nella sua masseria lungo la statale 18..

Il ritorno. Ma la storia non finisce qui. Negli anni cinquanta Bob, diventato nel frattempo un affermato industriale di Francoforte, ritornò a Paravati per riabbracciare i suoi salvatori. Ai suoi amici del posto e, in particolare di Paravati e di San Calogero diede anche la possibilità di emigrare verso la terra di Lutero. A molti di questi lavoratori Bob pagò anche il biglietto di viaggio e il soggiorno e in ogni occasione mise anche a disposizione la sua casa. Quando poi seppe della morta dei suoi benefattori Bob ritorno a Mileto per pregare davanti alle lapidi di quanti lo avevano accolto come un figlio salvandogli la vita.