La madre ha deciso di donare gli organi del piccolo. Fegato, reni e cornee saranno trapiantati su cinque persone in attesa di trapianto. Il papà, calabrese d'origine, resta in gravi condizioni

"Mamma, buttami giù. Non voglio morire così piccolo". Ha chiesto lo zainetto Giuseppe, il bambino di sei anni, lanciato dalla finestra della sua casa in fiamme. Ad attenderlo, giù dal palazzo c'era la morte. Il dramma si è consumato l'altra sera a Genova, nell'appartamento di una giovane coppia nell'ambito della quale il marito, Alessio Faietta, era originario di Verzino nel Crotonese.

La richiesta. "Quando mio figlio ha capito che eravamo in trappola - ha raccontato ieri la madre di Giuseppe distrutta dal suo letto d'ospedale - mi ha detto buttami giù, non voglio morire così piccolo. E stato davvero coraggioso". Il padre, quando ormai pensava non ci fosse più nulla da fare, ed ha ottemperato alla sua richiesta. Ora Alessio Fraietta, 49 anni, originario di Verzino, nel Crotonese, è ancora ricoverato in gravi condizioni. La moglie, invece, se l'è cavata con varie fratture agli arti, ma è fuori pericolo.

La donazione. Ieri, accertata la sua morte cerebrale, la donna  ha deciso di donare gli organi. Fegato, reni e cornee di Giuseppe sono stati impiantati a cinque giovani in attesa di trapianto. Insomma, quel bambino coraggioso ha salvato altre cinque vite.