Sistema fognario Vibo, tutti i particolari dell'indagine: "Quadro drammatico"
Ecco la genesi dell'inchiesta e tutti i risvolti dell'operazione scattata oggi con un sequestro in via preventiva e d'urgenza. Diverse le criticità riscontrate
Nasce da una più ampia indagine sul sistema fognario ed il trattamento delle acque reflue urbane della città di Vibo, il sequestro preventivo e d'urgenza eseguito oggi dal pm Filomena Aliberti. In particolare – secondo quanto spiega lo stesso decreto di sequestro – l'attività investigativa tende alla verifica dello stato dell'arte della rete fognaria della città di Vibo Valentia, ivi compreso il trattamento finale delle acque reflue urbane. Allo stesso tempo è in corso un'attività di approfondito studio delle criticità dell'apparato fognario-depurativo dal punto di vista sia tecnico che amministrativo.

Un apporto fondamentale alla conduzione delle indagini che hanno evidenziato l'urgenza di un intervento mirato ad impedire l'ulteriore peggioramento dello stato dei luoghi è stato rappresentato dai campionamenti e dalle analisi dell'Arpacal che hanno messo in luce lo stato di compromissione in cui versano le matrici ambientali interessate dai fenomeni di sversamento e dal conseguente inquinamento. L'attività investigativa è stata seguita sul “campo” dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura – sezione Ambiente e territorio del Corpo Forestale dello Stato -, con l'ausilio del personale del comando provinciale dei vigili del fuoco che ha permesso di effettuare sopralluoghi anche nelle zone più impervie e in condizioni climatiche avverse, consentendo una verifica “de visu" dello stato dei luoghi anche al consulente del pubblico ministero.
L'origine dell'indagine. Il 15 gennaio scorso in via Parisi a Vibo si verificava l'apertura di una voragine determinata dal cedimento di un antico cunicolo sfruttato incontrollatamente come canale di scolo delle acque reflue urbane. La polizia giudiziaria ed i vigili del fuoco accertavano quindi che nel punto della frana defluiva una rilevante portata di reflui di natura fognaria. Nella circostanza, secondo quanto ricostruito dal pm nel decreto di sequestro, poichè il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale non era in grado di riferire quale fosse lo sbocco di tali reflui , si rendeva necessaria un'attività di perlustrazione della zona a valle del predetto punto, segnatamente del piazzale delle ex ferrovie Calbro-Lucane e del fosso Sant'Anna. I restanti accertamenti hanno delineato quello che il pm definisce come il "quadro di drammaticità in cui versa la rete fognaria" della città di Vibo.

Comune Vibo non dotato di sistema di separazione delle acque. Il Comune di Vibo non è dotato di un sistema di separazione delle acque nere da quelle bianche. Un particolare, questo che, aggiunto alle sfavorevoli condizioni orografiche del territorio (urbanizzazione della città concentrata lungo versanti con significative pendenze), favorisce dal punto di vista idraulico un deflusso veloce e pressurizzato dei reflui urbani i quali, immessi in una rete fognaria inadeguata e sottodimensionata come quella di Vibo, determina anche in condizioni di normale portata le criticità e le conseguenze riscontrate nel corso dell'indagine.

Il Sant'Anna e gli impianti di depurazione. Il fosso del S. Anna è caratterizzato da due bracci: il primo parte dal vallone immediatamente sottostante il piazzale ex Ferrovie Calabro-Lucane, a ridosso del versante sottostante la clinica "Villa dei Gerani", ed il secondo dalla zona immediatamente a ridosso del piazzale di località "Madonnella". I due rami si congiungono poi più a valle fino a raggiungere la foce corrispondente alle acque costiere di Bivona. I reflui urbani e industriali del Comune di Vibo dovrebbero recapitare in tre distinti impianti di depurazione: l'impianto civile della Silica a servizio delle acque reflue urbane di parte del comune di Vibo ed in particolare del versante ovest sito nei pressi della Statale 18 nel tratto ricompreso fra Vibo e Longobardi. L'impianto ha una potenzialità di circa 25mila abitanti ed il corpo recettore dello scarico finale è il fosso Sant'Anna. C'è poi l'impianto civile ed industriale di Piscopio posto a servizio della zona industriale dell'Aereoporto e di parte degli abitanti di Vibo (zona est), San Gregorio d'Ippona e Jonadi. La potenzialità dell'impianto è di 22mila abitanti. Il corpo recettore dello scarico finale è il fiume Mesima. Quindi l'impianto di Portosalvo a servizio del nucleo industriale e delle frazioni di Vibo Marina, Vene e Triparni. La potenzialità dell'impianto è per 50 mila abitanti ed il corpo recettore dello scarico finale sono le acque costiere prospicienti Portosalvo.
Prima dello scarico le acque reflue urbane devono essere sottoposte a trattamento, ma le indagini hanno evidenziato che tali scarichi non arrivano al depuratore della Silica venendo invece sversati direttamente nel fosso Sant'Anna e sul suolo per finire poi a mare. Nel corso delle indagini sono stati poi trovati scarichi fognari abusivi a valle del piazzale delle Ferrovie calabro-lucane con un tubo dal quale fuoriuscivano a pressione elevata reflui fognari non trattati, con conseguente sversamento sul suolo del fosso Sant'Anna. (g.b.)
Voragine a Vibo: Procura sequestra sistema fognario in zona ovest e centro della città (leggi qui)
