'Ndrangheta, in cella ma con i telefonini per parlare con l'esterno
Fra le sbarre ma comunque in grado di comunicare con l’esterno attraverso telefoni cellulari, privi di accesso internet, dotati di Sim intestate a persone decedute o a soggetti ignari. È quanto accertato dall’inchiesta Reset, che ha portato in carcere 202 persone legate alla ‘ndrangheta che operavano nella zona di Cosenza.
Nel maggio del 2021 le forze dell’ordine sono entrate in possesso di una scheda intestata alla compagna di Massimiliano D’Elia, carcerato a Lanciano per via della condanna a 28 anni di reclusione in quanto responsabile dell’omicidio di Francesco Ruffolo. Lanciano, in quanto ritenuto responsabile in primo grado dell’omicidio di Francesco Ruffolo. Sia D’Elia che la donna sono stati intercettati mentre l’indagato parla della sua scarcerazione e dell’intenzione di non ritornare a Cosenza per timore di una nuova custodia cautelare.
In una nuova intercettazione, riportata dal Corriere della Calabria e risalente ad agosto 2021, «emergeva in maniera palese che quest’ultimo aveva consentito ad un altro detenuto col quale condivideva la cella, tale “Carletto”, di utilizzare il proprio telefono cellulare». La compagna rimprovera lo stesso D’Elia ritenendolo un bugiardo in merito all’utilizzo del dispositivo. Secondo l’accusa, «è evidente, quindi, che D’Elia, dall’interno del carcere dove si trova ristretto utilizzi, avendone indebitamente la disponibilità, un telefono cellulare che consente di utilizzare anche a Carlo Drago (Carletto), il quale, come spiegato dallo stesso D’Elia, è in possesso di una ulteriore scheda telefonica che utilizza per comunicare con la propria fidanzata». Per chi indaga, l’apparecchio telefonico potrebbe essere stato utilizzato, sempre all’interno del carcere di Lanciano, forse anche da altri detenuti. Da una prima analisi sui tabulati acquisiti, «l’apparecchio telefonico ha iniziato a produrre traffico telefonico a partire dal mese di marzo del 2020, e sullo stesso sono state inserite diverse utenze telefoniche, presumibilmente usate da soggetti provenienti da diverse regioni, che hanno sempre agganciato la medesima cella, nel Comune di Lanciano».
In un’altra intercettazione, Carlo Drago spiega alla fidanzata che deve andare a comprare un ventilatore con una porta di entrata Usb, e poi tre telefoni cellulari di quelli che possono essere ricaricati tramite caricabatteria predisposto per tale modalità di ricarica: «Mi devi andare a comprare… mi devi comprare tre telefoni… con internet… che si caricano con l’usb (…) poi deve portarli al bar di un suo amico, il quale provvederà a metterli nei pacchetti di caffè confezionato sottovuoto, dopodiché glieli deve spedire nel pacco degli alimenti». Il 23 novembre 2021, la Polizia Penitenziaria di Lanciano «all’esito di autonoma attività di perquisizione procedeva al sequestro di due telefonini di piccole dimensioni trovati in possesso dei detenuti D’Elia e Drago».
