“I mezzi per contrastare la nuova ondata e salvare l’estate restano i vaccini, troppi anziani però devono ancora fare la quarta dose”. Lo afferma Claudio Mastroianni, presidente della Società italiana malattie infettive e tropicali (Simit). “Vediamo casi meno gravi rispetto a prima, ma con l’aumento dei contagi torneranno a salire i ricoveri di persone fragili. Tutti quelli che hanno i requisiti e continuano a rimandare stanno sbagliando: il richiamo va fatto, oggi più che mai”. Omicron 5: quando compaiono i sintomi e per quanto si è contagiosi Bollettino Covid 28 giugno: 83.555 nuovi contagi e 69 morti Faremo tutti la quarta dose? “L’indicazione alla quarta dose – precisa da parte sua Marco Falcone, infettivologo dell’Università di Pisa, capo del team europeo di ricerca sul Covid-19 negli anziani – vale per i pazienti più avanti in età, per quelli fragili o immunodepressi, e per tutti quelli con specifici fattori di rischio”.

Presto sapremo dall’Oms, e in Italia dal CTS, se questa profilassi andrà estesa, in autunno, anche al resto della popolazione sana adulta. A che punto sono aggiornatin i vaccini? In questi mesi abbiamo letto di AstraZeneca e Pfizer, Janssen e Moderna, Novavax e Valneva. Un nuovo vaccino aggiornato sulle varianti emergenti è quello che tutti si aspettano. In aprile il bivalente di Moderna già mostrava una netta superiorità contro le varianti Beta, Delta e Omicron. Mercoledì scorso l’azienda americana ha confermato che il richiamo da 50 microgrammi anti-Covid, giunto alla release mRNA-1273.214, evoca importanti risposte anticorpali neutralizzanti contro le sottovarianti Omicron BA.4 e BA.5, e questo si verifica anche nelle persone già sottoposte a ciclo vaccinale, booster compreso. Quindi siamo sulla buona strada.