Francesco Orazio Desiderato, classe ’74, è al centro di un’inchiesta della Dda di Milano che ha portato all’arresto di 12 persone, smascherando un sistema di riciclaggio di denaro. Ritenuto legato al clan Mancuso di Limbadi in quanto nipote di Zi ‘Ntoni Mancuso, avrebbe costruito un impero economico tra appartamenti, quote societarie e attività commerciali, tra cui un distributore di benzina in viale Fulvio Testi a Milano, considerato dagli inquirenti un canale per ripulire denaro attraverso la vendita di carburante e il servizio di autolavaggio.

Le intercettazioni hanno ricostruito l’acquisizione dell’impianto. Il 5 gennaio 2022, Massimiliano Crocco, classe ’77 e braccio destro di Desiderato, contatta un intermediario di nome Bruno per valutare l’acquisto. Il distributore, però, è conteso con un’altra acquirente, e la tensione emerge dalle intercettazioni: «Dove abita quella pu**ana che gli incendio la casa!».

Il 15 gennaio, Desiderato prende in mano la trattativa, promettendo investimenti per un nuovo autolavaggio. Ma in privato si mostra più aggressivo: «Se non mi da sto ca**o di coso gli faccio passare i guai». Il 19 gennaio si reca personalmente al distributore per trattare con il gestore uscente. Per eludere i controlli, individua come prestanome la figlia ventunenne della compagna: «Lei è perfetta, entra in società pulita».

Per finanziare l’operazione, Desiderato usa i suoi orologi di lusso come pegno e avvia la partita IVA della ragazza. A marzo 2022, il piano è quasi completo: il personale viene selezionato, tra cui Pietro Valente, detto “il nano” (classe ’87), e lo stesso Crocco per la gestione dell’autolavaggio. Tuttavia, Saverio Lo Mastro, classe ’63, finisce agli arresti domiciliari dopo aver espresso dubbi sulla ragazza: «La stanno seguendo, non ha i soldi per mangiarsi un hamburger e diventa proprietaria della colonnina…».

A maggio 2022 emergono tensioni familiari: Desiderato litiga con la compagna e la figlia-prestanome, temendo che possano rivelare dettagli compromettenti. Per correre ai ripari, Marco Roberto De Gaetano, vibonese classe ’77 e compagno della russa Maria Savelieva (“Masha”, anch’essa ai domiciliari), si offre di subentrare con una nuova partita IVA.

Nonostante i problemi, il gruppo prosegue. A luglio viene aperto un conto corrente e acquistate nuove attrezzature. Ma Desiderato si sente raggirato dai precedenti gestori, convinto ad investire 100mila euro per un nuovo tunnel di autolavaggio senza ottenere i guadagni promessi: «Mi avete rotto i co... tutti e due… tu e il benzinaio, vaffan.!».

L’inchiesta ha svelato un sistema criminale ben strutturato, con ruoli definiti per riciclare denaro senza collegamenti diretti a Desiderato. Tuttavia, le intercettazioni e le prove raccolte hanno permesso agli inquirenti di smantellare l’organizzazione, portando a 12 arresti e al sequestro di beni.