'Ndrangheta nel Vibonese: torna in libertà il presunto braccio destro del boss (NOME)
Gli atti tornano alla Corte d’Appello per il nuovo calcolo della custodia cautelare

Domenico Cichello, 54 anni, originario di Filandari, si avvia verso il ritorno in libertà dopo la pronuncia della Corte di Cassazione sulla decorrenza dei termini della misura cautelare. La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dalla difesa e ha annullato il provvedimento del Tribunale della libertà di Catanzaro, disponendo il rinvio degli atti alla Corte d’Appello per un nuovo esame.
Al centro della questione c’è la richiesta di retrodatazione dei termini cautelari relativa ai procedimenti Rinascita-Scott e Maestrale. Secondo la tesi difensiva, sostenuta dagli avvocati Tommaso Zavaglia ed Elisabetta Ascone, gli elementi posti alla base della seconda ordinanza cautelare erano già nella disponibilità della Procura distrettuale di Catanzaro e dello stesso apparato investigativo al momento della prima misura. La Cassazione ha riconosciuto la fondatezza della questione, demandando ai giudici d’Appello il nuovo calcolo della decorrenza. Da tale rivalutazione dovrebbe derivare la cessazione della custodia cautelare per decorso dei termini e la conseguente scarcerazione di Cichello. L’uomo è imputato nei due procedimenti con contestazioni che vanno dall’associazione mafiosa ad altri reati, tra cui presunte estorsioni e detenzione di armi. La decisione della Suprema Corte, tuttavia, riguarda esclusivamente gli aspetti cautelari e non il merito delle accuse, sulle quali resta la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.
