Il processo per la morte di tre operai in un cantiere di lavoro sul lungomare di Crotone inizierà il prossimo 20 maggio. Nell’udienza, si discuterà sulle richieste di rinvio a giudizio del Pm per i vertici di Crotonscavi. L'udienza, inizialmente in programma per l’8 aprile, del processo per il disastro sul lavoro del 5 aprile 2018 è stata rinviata per l'emergenza coronavirus.
I lavoratori vennero travolti dal crollo di un muro del cantiere durante i lavori di ampliamento del lungomare di viale Magna Grecia. Nulla da fare per Giuseppe Greco, 51 anni, e Mario De Meco, 56, entrambi di Isola di Capo Rizzuto, e il 35enne Dragos Petru Chiriac, di Crotone.

Il pubblico ministero della Procura crotonese titolare del fascicolo per il reato di omicidio colposo in concorso, Andrea Corvino, a chiusura delle indagini preliminari, ha chiesto il rinvio a giudizio per tre figure apicali della Crotonscavi Costruzioni generali S.p.a., l’impresa incaricata dal Comune di eseguire i lavori “incriminati”, e per il progettista. Si tratta di Gennaro Cosentino, 58 anni di Crotone, rappresentante legale dell’impresa, appaltatore delle opere, redattore del Piano Operativo di Sicurezza, datore di lavoro di fatto e di diritto e direttore tecnico di Crotonscavi; Massimo Villirillo, 57 anni, di Crotone, dirigente e procuratore della società, a cui erano conferiti specifici poteri di vigilanza e organizzazione del lavoro; Giuseppe Spina, 44 anni, pure di Crotone, capocantiere preposto della ditta, e l’architetto di origini vicentine residente a Como Sergio Dinale, 57 anni, legale rappresentante dello Studio veneziano “D:RH architetti e associati” con sedi a Mestre e Como, firmatario del Psc (Piano di Sicurezza e Coordinamento), progettista dell’opera nonché direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza in fase di progettazione (Csp) ed esecuzione (Cse).